COME CHIEDERE LA LIQUIDAZIONE DEL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO?

Facsimile domanda di liquidazione
Sei un avvocato che ha prestato il “Patrocinio a spese dello Stato” e vuoi vederti pagare i compensi per l’attività professionale svolta. Ti sei fatto autorizzare per tempo il patrocinio a spese dello Stato (vengono infatti rifuse le sole attività successive all’ammissione) ed ora attendi ilversamento.
La cancelleria poi Ti chiede di inoltrare una specifica con i tuoi dati per provvedere al saldo non appena vi saranno i fondi disponibili. Detto questo, ti stai chiedendo cosa presentare e cerchi in internet un facsimile.
QUI LO HAI TROVATO.
Di seguito trovi facsimile dell’istanza e del modello da compilare e presentare in tribunale per farti pagare la tua parcella (ricorda di allegare sempre l’autorizzazione all’ammissione al patrocinio a spese dello stato e copia dei documenti attestanti la parcellazione per cui chiedi la rifusione).
PRESTITI, DEBITI, DIFFICOLTA ECONOMICHE, DISPERAZIONE, USURA!

Prestiti a usura?
Questo è il crescendo che molto spesso persone di tutt’Italia si trovano a vivere con il propagarsi dei tremendi effetti della crisi finanziaria mondiale.
I media e le istituzioni molto spesso ci raccontano di casi che emergono qua e là con singoli, famiglie e comunità strangolati dai debiti contratti con soggetti malavitosi che prestavano denaro a tassi ben oltre il lecito, magari dopo aver subito per anni l’anatocismo bancario.
La condotta penalmente e civilisticamente illecita consiste, in ogni caso, nel “farsi dare o promettere … in corrispettivo di una prestazione di denaro interessi usurari”, o più semplicemente nell’aver incassato/preteso interessi di entità maggiore al limite di legge o che risultino comunque sproporzionati (rispetto al capitale), quando chi li ha pagati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria.
SCANDALO A CORTE! AUTOGOL DELLA CONSULTA??
MAFIA 1
STATO 0
SECONDO LA CONSULTA E’ ILLEGITTIMO IL DIVIETO DI GRATUITO PATROCINIO AI CONDANNATI PER MAFIA
Il governo Berlusconi, ed in primis il ministro Angelino Alfano, affondati dalla Corte in una delle missioni vessillo dell’attacco alla mafia.

Gratuito patrocinio e mafia
Due anni fa, con DL n. 92 del 23 maggio 2008, era stata introdotta una norma del testo unico in materia di spese di giustizia che negava il beneficio del gratuito patrocinio a quanti, con sentenza passata in giudicato, risultino condannati per taluni gravi reati, quali quelli di mafia.
Il legislatore aveva così introdotto una presunzione assoluta di superamento della soglia massima reddituale che consente l’ammissione al beneficio del patrocinio a spese dello Stato.
DOPO IL DIVORZIO, O LA SEPARAZIONE DEI CONIUGI , COME CALCOLO IL MIO REDDITO?

Quale reddito?
Ogni qual volta parliamo di gratuito patrocinio ci troviamo anche ad affrontare la questione della determinazione del reddito. Questo perché, come abbiamo già detto qui, il requisito fondamentale è il rispetto dei parametri reddituali.
Perciò, anche se è un aspetto che pochi considerano da subito, bisogna sempre capire cosa si deve computare nella quantificazione del proprio reddito: Tu allora mi chiederai: ma …
- l’assegno che incasso o pago a seguito del divorzio o della separazione, lo devo tenere in conto?
Hai ragione; è la domanda giusta! E’ infatti davvero importante capire cosa fare dell’assegno perché in questa materia fiscale ogni errore porta a commettere una violazione anche di carattere penale.
LA MOTO NON E’ OSTACOLO AI REQUISITI DI REDDITO

Moto e gratuito patrocinio
La Suprema Corte torna sull’individuazione dei parametri per la determinazione della condizione di non abbienza e, quindi, sui requisiti di ammissibilità al “Patrocinio a Spese dello Stato”: è necessario il rispetto dei soli “limiti di reddito“.
La Cassazione precisa che il Giudice può rigettare l’istanza solo se vi sono fondati motivi per ritenere che l’interessato non versi nelle condizioni previste dalla legge, tenuto conto del tenore di vita, delle condizioni personali e familiari e delle attività economiche eventualmente svolte.
DI FRONTE AI SOLDI SI RICONOSCE ANCHE LA FAMIGLIA DI FATTO

Convivenza more uxorio
La Cassazione valuta l’esistenza di una famiglia di fatto per la determinazione del reddito di riferimento ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello stato.
La massima di cui parliamo, non appena venne pubblicata, ricevette grande attenzione da tutti i giornali nazionali .
I commenti furono variegati. Se c’era chi l’ha definita una presa di posizione politica sul tema del riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, c’è anche stato chi ha notato il contrasto di un sistema giuridico dove non si da tutela ai diritti dei conviventi di fatto ma si evidenziano i loro doveri quando le casse dello stato hanno interesse ad afferrare qualche misero soldino.
Il mondo del diritto non ha senz’altro fatto una gran figura visto che ha brillato per un silenzio assordante seppur si trattasse di una materia di certo rilievo sostanziale.
BUSTE PAGA, TFR, TREDICESIMA …. VE LE PAGANO??

Crisi economica
Tutti parlano della crisi economica e la crisi se ne frega, peggiorando senza fermarsi. Ogni giorno che passa sempre più lavoratori vedono i loro datori sentire l’affanno e ritardare i pagamenti di retribuzioni e tredicesime.
- Anzi, gli insoluti nelle buste paga risultano in aumento proprio con l’approssimarsi delle festività.
Per chi ha un reddito da lavoro dipendente non si può però scherzare. La capacità di spesa di una famiglia è infatti limitata e non si riesce ad attendere mesi prima di incassare i propri soldi come, del resto, non si hanno le risorse per avvalersi di avvocati, magari molto bravi ma costosi, per recuperare subito il frutto del proprio lavoro.

Gratuito patrocinio per la difesa della parte civile non abbiente
COSA CAMBIA NELLA LIQUIDAZIONE DEGLI ONORARI DEL DIFENSORE DELLA PARTE CIVILE AMMESSA AL GRATUITO PATROCINIO?
Niente compenso dimezzato. Si ha infatti l’esclusione dell’applicazione dei limiti previsti dall’art. 82 d.P.R. n. 115 del 2002 al difensore della parte civile con patrocinio a spese dello stato.
Al momento della sentenza che conclude il processo penale, il Giudice che condanna l’imputato alla refusione delle spese processuali sostenute dalla parte civile, provvede alla liquidazione degli onorari di competenza dell’all’avvocato difensore di quest’ultima senza alcun vincolo ai limiti previsti per la liquidazione dei medesimi onorari dalla disciplina del patrocinio a spese dello Stato nell’art. 82 del Testo Unico sulle Spese di Giustizia.
Falsità e omissioni in dichiarazioni sostitutive ed in altre successive (e non) comunicazioni sul limite di reddito: quali conseguenze penali??

Gratuito patrocinio per la difesa dei non abbienti
Cosa accade quando si è dichiarato un reddito inferiore al massimo consentito per l’ammissione al gratuito patrocinio?
O se si è omesso di comunicare lo sconfinamento oltre la soglia dopo aver ottenuto il patrocinio ed il processo è durato più anni??
La Corte di Cassazione Penale a Sezioni Unite ha statuito che integrano il delitto di cui all’art. 95 d.P.R. n. 115 del 2002 sia le false indicazioni o lche le omissioni anche parziali dei dati di fatto riportati nella dichiarazione sostitutiva di certificazione o in ogni altra dichiarazione prevista per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, indipendentemente dalla effettiva sussistenza delle condizioni di reddito per l’ammissione al beneficio. (Rigetta, App. Palermo, 2 Aprile 2007)
DAL 2009 LE VITTIME DEL REATO SONO DIFESE GRATIS DALLO STATO: VEDIAMO COME.
La recente riforma (cd. Decreto Antistupro) ha previsto per le vittime il patrocinio a spese dello stato indipendentemente dai limiti di reddito: il decreto legge del 20 febbraio 2009 n. 11 (convertito con la Legge 23 aprile 2009, n. 38), ha sancito l’ammissione al gratuito patrocinio per le vittime dei reati di violenza sessuale, atti sessuali con minorenni e violenza sessuale di gruppo (artt. 609-bis, 609-quater e 609-octies del codice penale) a prescindere dalla presenza di condizioni reddituali di non abbiente (€ 10.628,16).
La Repubblica Italiana ha quindi scelto di scendere in campo a favore delle “persone offese dal reato”, questa è la terminologia del codice, per garantire loro una difesa che consenta la costituzione come parte civile nei processi contro gli stupratori ed i molestatori.