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GRATUITO PATROCINIO: AMMISSIONE NON REVOCABILE SE MANCA VARIAZIONE REDDITUALE

NIENTE DECRETO DI REVOCA DELL’AMMISSIONE SE NON VI E’ VARIAZIONE DI REDDITO

Cassazione e gratuito patrocinio

Cassazione e gratuito patrocinio

 

La Corte di Cassazione ha statuito che, in difetto di un’effettiva variazione delle condizioni di reddito, non ci può essere revoca al decreto di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, anche  se vi sono anomalie ancora in corso di verifica da parte dei competenti Uffici (Cassazione civile, sez.VI-2, sentenza 8 marzo 2017, n. 5839).

Il Tribunale aveva  revocato l’ammissione provvisoria disposta dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati. La decisione del giudice del merito era conseguente agli accertamenti dell’Agenzia delle entrate dai quali risultava che il richiedente aveva percepito un reddito per anni d’imposta 2013 e 2014 un reddito rientrante per l’accesso al gratuito patrocinio, ma che esistevano” anomalie e/o indizi relativi alle valutazioni delle rimanenze ancora in fase di verifica”.

CORTE COSTITUZIONALE, GRATUITO PATROCINIO E LIMITE DI REDDITO

GRATUITO PATROCINIO E INDIVIDUAZIONE DEL LIMITE DI REDDITO: INTERVIENE LA CORTE COSTITUZIONALE CON LA SENTENZA N. 219/2017.

Corte Costituzionale

Corte Costituzionale

La Consulta ribadisce i confini dell’estensione del requisito della non abbienza per l’accesso al gratuito patrocinio: per la valutazione di ammissibilità al patrocinio, il limite di reddito è l’unico parametro necessario.
Per la determinazione dell’esatta soglia di reddito vanno inclusi nel computo anche i redditi percepiti dal coniuge e da tutti gli altri familiari conviventi.

Esprimere una giudizio fondato su ulteriori fattori “qualitativi”, come le spese e gli impieghi finanziari realizzati dal richiedente, in ragione del numero, dell’età e delle condizioni di salute dei familiari «rimetterebbe la concessione del beneficio alla discrezionale determinazione del singolo giudice, quando invece la determinazione dei presupposti di accesso a tale provvidenza è riservata alla competenza del legislatore».

AVVOCATO SEMPRE GRATIS PER LE VITTIME DI REATI SESSUALI

QUANDO SI HA ACCESSO AL GRATUITO PATROCINIO CON QUALUNQUE REDDITO?

Avvocato sempre gratis a prescindere dal reddito

Avvocato sempre gratis a prescindere dal reddito per le vittime di reati sessuali e stalking

O meglio: in quali casi si può essere sempre assistiti con il patrocinio a spese dello Stato a prescindere dal reddito? Accade per le vittime di violenza sessuale e stalking e per quelle dell’uxoricida.

Dovremmo saperlo tutti: in alcuni ipotesi l’accesso alla difesa è sempre gratuito (lo si ripete: vittime di violenza sessuale e stalking nonchè per quelle di violenza familiare).

GRATUITO PATROCINIO: ARRIVA LA COMPENSAZIONE CON LE IMPOSTE ANCHE STUDI ASSOCIATI

ARRIVA LA COMPENSAZIONE PER GLI STUDI IN FORMA ASSOCIATA

COMPENSAZIONE PER GLI STUDI IN FORMA ASSOCIATA

COMPENSAZIONE PER STUDI ASSOCIATI

Lo scorso 3 ottobre 2016 era uscita la circolare che spiegava come si poteva esercitare la compensazione dei debiti fiscali con i crediti per spese, diritti e onorari spettanti agli avvocati del patrocinio a spese dello Stato, ne parlavamo in questa guida; ora finalmente si precisa che, ai sensi dell’articolo 1, comma 778 della Legge n. 208/2015, devono essere ammessi anche gli avvocati che esercitano la professione in forma associata o societaria.

La circolare emessa il 1 settembre 2017 ha permesso di precisare il buco della precedente circolare con la quale il Dipartimento Affari di Giustizia – in interpretazione del d.m. 15 luglio 2016 che attuava la compensazione dei debiti fiscali con i crediti per compensi degli avvocati del patrocinio a spese dello stato – escludeva la compensabilità  dei crediti degli studi associati.

RENDITA INAIL NEL REDDITO DEL GRATUITO PATROCINIO?

RENDITA INAIL NEL REDDITO DEL GRATUITO PATROCINIO?

ARRIVA UN’INTERROGAZIONE PER DIRE NO!

GRATUITO PATROCINIO: SI COMPUTA LA RENDITA INAIL? ARRIVA UN'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

GRATUITO PATROCINIO: SI COMPUTA LA RENDITA INAIL? ARRIVA UN’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

Dopo la richiesta del Congresso Nazionale Forense per l’esatta precisazione del reddito di riferimento del gratuito patrocinio, e la contraddittoria presa di posizione della Corte di Appello di Torino,  arriva una nuova interrogazione parlamentare che chiede di mettere la parola fine al caos incontrato dai poveri cittadini che, in presenza di rendita INAIL, chiedono l’ammissione al beneficio di Stato.

La domanda di chiarimenti arriva al ministero da parte dell’Onorevole Turco Tancredi, un avvocato che se ne intende di gratuito patrocinio, per superare le contraddizioni causate dai provvedimenti dei giudici del merito che rigettano le istanze di ammissioni computando la rendita INAIL fra i redditi da utilizzare per determinare la soglia per accedere al patrocinio a spese dello Stato. Il problema sta proprio nell’errata valutazione della rendita per gli invalidi del lavoro per come sostanzialmente individuata anche dallo stesso Ministero dell’economia e delle finanze.

GRATUITO PATROCINIO: INTERROGAZIONE SU REDDITO PER AMMISSIONE

BASTA CAOS NELLA DETERMINAZIONE DEL REDDITO DEL GRATUITO PATROCINIO.

ANCHE LA LEGA PRESENTA UN’INTERROGAZIONE.

Gratuito Patrocinio al Senato

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Purtroppo, spesso l’attività dei soggetti (consiglio degli ordini degli avvocati, COA, in particolare) che ammettono in via anticipata i richiedenti non computa correttamente il tetto reddituale, ritenendo sovente di attenersi all’importo numerico senza l’imputazione degli oneri deducibili, ovvero individuando redditi superiori che inibiscono l’ammissione a soggetti in realtà aventi diritto. Infatti, i soggetti richiedenti l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato incontrano spesso differenti interpretazioni sul concetto di “reddito imponibile” e, più in particolare, sulla modalità per calcolare correttamente l’esatto ammontare del reddito dell’istante ai fini dell’accesso al beneficio.

Per far cessare il caos interpretativo che causa a troppi aventi diritto il rigetto delle istanze e per far cessare il conseguente contenzioso, oltre alla parallela risoluzione dei 5 Stelle alla camera, arriva l’interrogazione della senatrice Leghista Erika Stefani.

SI PUO’ RIGETTARE L’AMMISSIONE AL GRATUITO PATROCINIO COMPUTANDO LA RENDITA INAIL?

MA LA RENDITA INAIL VALE COME REDDITO PER IL GRATUITO PATROCINIO?

SI COMPUTA LA RENDITA INAIL? ECCO IL RICORSO

SI COMPUTA LA RENDITA INAIL? ECCO PERCHE’ LA CORTE SBAGLIA.

Corte di appello di Torino: arriva un’ordinanza di rigetto dell’opposizione ex art. 170 DPR 115/2002 per mancata la ammissione al gratuito patrocinio in computo della rendita Inail.

La Corte di appello di Torino si pronuncia in rigetto di un riesame del merito della mancata ammissione al gratuito patrocinio da parte del Giudice a quo: la motivazione rinvia alla parificazione della rendita INAIL dell’invalido del lavoro con qualunque altro reddito o forma di arricchimento economico possa avere un qualunque instante.

GRATUITO PATROCINIO: MOZIONE CONGRESSUALE PER LA PRECISAZIONE REDDITO PER AMMISSIONE

IL CONGRESSO CHIEDE DI DEFINIRE IL REDDITO DEL GRATUITO PATROCINIO

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Anche il Congresso Nazionale Forense ha approvato e sostiene la richiesta al Ministero dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura: è oramai improrogabile dare una definizione standard del reddito da utilizzare per la determinare la soglia di ammissione al patrocinio a spese dello stato.

Infatti, appare necessario intervenire per risolvere la disomogeneità con la quale viene interpretata la norma che identifica i requisiti reddituali per garantire la difesa processuale  gratuita per i meno abbienti.

Appare in particolare importante sottolineare la necessità precisata dal congresso, da interrogazioni parlamentari, dalle richieste dei consigli dell’ordine e da intese con le associazioni e ministero perchè vi sia un intervento per chiarire a tutti i soggetti che ammettono i non abbienti al patrocinio a spese dello stato l’utilizzo di un criterio uniforme capace di garantire equità e giustizia nelle pronunce inerenti.

CASSAZIONE: SI DEVONO TOGLIERE GLI ONERI DEDUCIBILI DAL REDDITO DEL GRATUITO PATROCINIO

OUA E CONGRESSO AVEVANO RAGIONE: VANNO TOLTI GLI ONERI DEDUCIBILI DAL REDDITO DEL GRATUITO PATROCINIO E COSI’ AUMENTA IL NUMERO DEGLI AVENTI DIRITTO

Corte di cassazione, sentenza 17 agosto 2016, n. 34935.

Oneri deducibili via da reddito del gratuito patrocinio

Oneri deducibili via da reddito del gratuito patrocinio

La Suprema Corte affronta la tematica dell’esatta determinazione del limite del reddito per accedere al patrocinio a spese dello Stato precisando finalmente che esso deve computarsi al netto degli oneri deducibili ma non degli oneri detraibili.

Si viene così incontro per via giurisprudenziale a quanto chiesto dall’avvocatura nel corso dello scorso congresso forense a Venezia ed OUA in merito alla necessità di precisazione delle modalità di omogenea determinazione del reddito da impiegare nella determinazione della soglia di accesso alla difesa dei non abbienti.

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Più una persona è indifesa, più è grave la sua situazione di vittima. Per questo, qualche mese fa OUA ha deliberato il sostegno di una bozza di DDL per tutelare coloro che più di tutti sono a rischio: i figli minori ed i figli disabili. Loro sono infatti i soggetti più vulnerabili di fronte alle omissioni di quei genitori  che dovrebbero provvedere ai loro bisogni.

Oggi, la delibera OUA diventa realtà con l’arrivo in parlamento della proposta di 16 deputati per estendere, a prescindere dal reddito, il patrocinio a spese dello Stato a favore dei figli minori e disabili per costituirsi parte civile nei confronti del genitore inadempiente.

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Gratuito patrocinio per minori e disabili

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Più una persona è indifesa, più è grave la sua situazione di vittima. Più di tutti, minori e disabili sono a rischio. Questi sono infatti i soggetti più vulnerabili di fronte alle omissioni di coloro che dovrebbero provvedere ai loro bisogni.

Tale situazione è poi ancora più grave e da sottoporre alla miglior tutela sociale in tutti quei casi ove sono proprio i genitori a mancare agli adempimenti previsti in ragione di obblighi di legge.