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INFOGRAFICA: COSA C’E’ DA SAPERE SUL GRATUITO PATROCINIO

INFOGRAFICA: A COSA SERVE IL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO?

Infografica: il gratuito patrocinio

Infografica: il gratuito patrocinio

Molte volte non conosciamo ciò che più ci potrebbe servire perchè non si trova mai l’occasione di capire come davvero funziona e come ottenerlo.

Altrettanto spesso basta incontrare un semplice esempio della questione per rompere il ghiaccio e raggiungere il risultato. Secondo noi può accadere anche con il gratuito patrocinio.

La materia in sè sembra ostica e magari non si sa di avere diritto ad una difesa legale al di là delle proprie capacità economiche.

Per questa ragione l’Ass. Art. 24 Cost. ha fatto predisporre questa infografica con i dati più interessanti per conoscere cos’è ed a cosa serve il “Patrocinio a spese dello Stato” rispondendo alle domande più frequenti. Ad esempio:

IL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO NELLA GIURISPRUDENZA DEL 2012 DELLA CONSULTA

ESTRATTO DELLA GIURISPRUDENZA COSTITUZIONALE DELL’ANNO 2012 IN MATERIA DI PATROCINIO A SPESE DELLO STATO

Corte Costituzionale

Corte Costituzionale

Per conoscere lo stato dell’evoluzione giurisprudenziale in Italia non si può che ricondursi all’elaborazione della Consulta ed alla correlata attualizzazione della lettura costituzionale dei singoli istituti.

Per questa ragione, proprio con riferimento alla materia del Patrocinio a spese dello Stato che oggetto della mission di Art. 24 Cost., pare utile pubblicare un estratto della relazione 2013 dell’attività della Corte Costituzionale in materia di gratuito patrocinio.

Il lavoro è in sè già pregevole proprio per la sua fonte autentitca: l’estensore della relazione integrale è infatti il medesimo Centro Studi della Consulta e la sua opera è utile per tutti coloro che vogliono trovare riassunta e sintetizzata la produzione giurisprudenziale del Giudice delle leggi.

GIUSTIZIA VERA? RAPPORTO FRA DURATA E COSTI DEL PROCESSO IN ITALIA

L’ITALIA HA I PROCESSI PIU’ LUNGHI D’EUROPA:

PERCHE’ LA DURATA DEL PROCESSO CONDIZIONA I COSTI DI GESTIONE DELLA CAUSA E L’EFFETTIVITA’ DELLA GIUSTIZIA?

Durata del processo e costo

Durata del processo e costo

L’Italia è il paese con il più alto rapporto fra durata del processo e costi della #giustizia. Abbiamo i processi più lunghi e fare causa costa in Italia più che altrove.

Nell’area Ocse la lunghezza media è di circa 240 giorni in primo grado, mentre nella penisola italiana un processo può richiedere pure il doppio. Il miglior risultato si ha in Giappone con solo 107 giorni e circa 420 giorni sono stati richiesti in Slovenia e Portogallo: in Italia servono invece 564 giorni. La durata media di una controversia civile su tre gradi di giudizio è stata di 788 giorni, partendo dal minimo di 368 giorni in Svizzera ai quasi 8 anni in Italia. Lo dicono la Comunità Europea (CEPEJ e OECD) e la Banca Mondiale.

VIDEO PRESENTAZIONI GRATUITO PATROCINIO & ART. 24 COST.

IL GRATUITO PATROCINIO E L’ATTIVITA’ DI WWW.GRATUITOPATROCINIO.COM  SPIEGATI IN TUTTI I VIDEO DI ART. 24 COST.

ART. 24

ART. 24

Per capire come fare a volta basta una comunicazione semplice come quella televisiva. Ecco perchè ART. 24 COST. ha scelto nel 2013 di passare ai video e ne ha raccolto qui la sua più recente produzione.

Spesso infatti capita che chi ha necessità di munirsi di una difesa processuale si chieda come fare quando non si hanno redditi sufficienti a reggerne il peso. Per questo i clienti chiedono al loro avvocato cosa possono fare.

In questi casi è importante conoscere l’esistenza del gratuito patrocinio, ovvero il patrocinio a spese dello Stato, di quali siano (1) i requisiti richiesti dalla legge per poterne beneficiare e (2) di quali siano le modalità per ottenerlo.

GRATUITO PATROCINIO E CEDU (CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO)

FRA I DIRITTI INALIENABILI DELL’UOMO CI STA QUELLO AD UN GIUSTO PROCESSO

IL GIUSTO PROCESSO E’ ANCHE DIRITTO ALLA DIFESA PER I NON ABBIENTI

 

CEDU

CEDU

Lo prevede all’art. 6 la “Convenzione europea dei diritti dell’uomo” – in acronimo CEDU – nell’inclusione del diritto ad un processo equo fra i diritti e libertà fondamentali (diritto alla vita, divieto della tortura, divieto della schiavitù e del lavoro forzato, diritto alla libertà ed alla sicurezza, principio di legalità, diritto al rispetto della vita privata e familiare, libertà di pensiero, di coscienza e di religione, libertà d’espressione, libertà di riunione e d’associazione, diritto al matrimonio, diritto ad un ricorso effettivo, divieto di discriminazione). E non vale solo per Berlusconi.