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GRATUITO PATROCINIO: MEDICINA CONTRO l’USURA

PRESTITI,  DEBITI, DIFFICOLTA ECONOMICHE, DISPERAZIONE, USURA!

Prestiti a usura?

Questo è il crescendo che molto spesso persone di tutt’Italia si trovano a vivere con il propagarsi dei tremendi effetti della crisi finanziaria mondiale.

I media e le istituzioni molto spesso ci raccontano di casi che emergono qua e là  con singoli, famiglie e comunità  strangolati dai debiti contratti con soggetti malavitosi che prestavano denaro a tassi ben oltre il lecito, magari dopo aver subito per anni l’anatocismo bancario.

La condotta penalmente e civilisticamente illecita consiste, in ogni caso, nel farsi dare o promettere in corrispettivo di una prestazione di denaro interessi usurariâ, o più semplicemente nell’aver incassato/preteso interessi di entità maggiore al limite di legge o che risultino comunque sproporzionati (rispetto al capitale), quando chi li ha pagati o promessi si trova in condizioni di difficoltà  economica o finanziaria.

Si, stiamo parlando di strozzinaggio, usura e prestiti con tassi impossibili. Ma non è sempre tutto scontato, non sempre l’usura si cela nel sottobosco circostante alla malavita e, talvolta, porta invece il colletto bianco.

Se è perciò certo che la commissione di un reato come quello di usura può vedere la persona offesa costituirsi parte civile nel processo penale che accerterà  le responsabilità  degli imputati, più difficile può essere immaginare la reazione del cittadino alle pressioni illecite commesse da certi colletti bianchi. Si perchè anche le banche sono state oggetto di indagini delle procure della repubblica e non sempre è andata loro bene.

Bisogna perciò sapere che coloro che sono stati spinti border line per le ristrettezze economiche incontrate non devono disperare e possono chiedere giustizia. Possono chiederla e riceverla anche grazie al gratuito patrocinio che consente tanto la costituzione di parte civile nel processo penale quanto la richiesta giudiziale di restituzione delle somme indebitamente pagate.

Sì, perchè le banche pare abbiano incassato sovente anche somme non dovute quali interessi dei prestiti accesi presso di loro e queste somme, all’accertamento dell’illiceità  dei tassi, possono essere ripetute per il tramite di processi civili anche azionabili con il Patrocinio a Spese dello Stato.

Grazie ad un un comunicato del Comitat Meglio senza Usura abbiamo a disposizione un elenco delle condanne penali e civili già  comminate alla Banca Antonveneta.

Riportiamo di seguito i principali procedimenti con i riferimenti dei provvedimenti giudiziali:

  1. la sentenza (civile) n. 2208 del 4 ottobre 2007 di revoca della dichiarazione di fallimento, Tribunale di Nola (CE) che ha accertato l’usura del conto corrente dell’Antonveneta, con conseguente segnalazione alla Procura competente della notizia del reato e successiva ordinanza di rinvio a giudizio (penale) del 6 marzo 2008 (proc. n. 9294/04 RG NR e n. 1974/08 RG GIP);
  2. la sentenza (penale) n. 1732 dell’8 novembre 2007 del Tribunale di Palmi, con l’assoluzione per non aver commesso il reato di usura (che però è stata accertata dal c.t.u. e confermata dai giudici), nei confronti del presidente e del direttore di filiale (proc. n. 4534/04 RG NR), ritenendo che i colpevoli sono da individuare nei direttori generali; la Procura di Reggio Calabria ha proposto appello;
  3. l’ordinanza (penale) del GIP del Tribunale di Napoli del 26 maggio 2008 (proc. n. 18082/2005 RG NR e n° 31305/2005 RG GIP), con cui respinge la richiesta di archiviazione ed ordina al PM di formulare l’accusa di usura,nei confronti dei direttori generali della banca Antonveneta;
  4. il decreto di archiviazione del GIP del Tribunale di Treviso dell’11 novembre 2008 (proc. n. 2944/07 RG NR e n° 4034/08 RG GIP) con il quale ha accolto la richiesta del PM di non procedere contro un direttore generale di Antonveneta per mancanza di dolo, ma ha accertato che la banca ha praticato tassi illeciti; il Tribunale di Padova in sede civile (RG 7147/2003) sta quantificando l’importo degli interessi (globali) usurari;
  5. la richiesta di rinvio a giudizio, nei confronti dei responsabili della banca Antonveneta, del 10 novembre 2008 (proc. n. 3877/2008 RG NR. e n° 2866/2008 RG GIP) sempre del PM di Ascoli Piceno .

Da notizie di stampa si evince pure che nel mese di ottobre 2007, al GIP del Tribunale di Bologna, su accertamento della Guardia di Finanza, è stata presentata dal PM la richiesta di rinvio a giudizio, sempre per usura, nei confronti del direttore della locale filiale della banca Antonveneta e che presso le Procure di Trani (dal 2007), Venezia, Vicenza, Rimini (dal 2008) sono in corso inchieste contro Banca Antonveneta il cui esito non è ancora noto.

Una difesa è quindi possibile anche per i più deboli, per coloro che hanno già  dato e che le banche hanno lasciato prive di mezzi. E questo attraverso la fruizione del patrocinio a spese dello Stato, sempre salva la presenza dei requisiti reddituali.

Davide Del Santo
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Alessio Alberti:
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