RINUNCIA INCARICO ALL’AVVOCATO E PAGAMENTO PARCELLA

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COSA ACCADE SE L’AVVOCATO RINUNCIA ALL’INCARICO CON IL GRATUITO PATROCINIO?

Gratuito Patrocinio

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Riportiamo un interessante parere del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Udine che precisa, a seguito di richiesta di un avvocato del medesimo Ordine, cosa accade a seguito di una rinuncia dell’incarico di difesa dopo l’ammissione al patrocino a spese dello Stato.

In particolare, l’avvocato in mandato segnalava l’intenzione rinunciare al mandato professionale conferitogli dall’assistito e chiedeva parere sul fatto se, con riferimento all’attività professionale svolta in tale ultimo procedimento, dovesse chiedere il pagamento delle sue competenze al Giudice o al suo patrocinato. Questo a seguito del fatto che il GIP di Udine, ai sensi dell’art. 112 del DPR 115/02, aveva revocato l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato concessa nel procedimento penale.

GLI EFFETTI DELLA REVOCA DEL GRATUITO PATROCINIO

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LA REVOCA DEL GRATUITO PATROCINIO E’ RETROATTIVA?

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Se l’accesso al gratuito patrocinio è il passaggio di iniziale interesse  del cittadino, quello successivo è il mantenimento del beneficio ottenuto evitando la revoca del medesimo.

Per questa ragione assume particolare imprtanza anche l’avere idee chiare su cosa accade del patrocinio a spese dello Stato al momento della sua eventuale revoca successiva all’ammissione

La Cassazione precisa oggi che la revoca del decreto di ammissione si esplica dal momento dell’accertamento delle modificazioni reddituali indicato nel provvedimento di revoca e in tutti gli altri casi ha efficacia retroattiva ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 136, comma 3.

Pertanto, la revoca ha come effetto quello di ripristinare retroattivamente l’obbligo della parte assistita in giudizio di sopportare personalmente le spese della sua difesa.

GRATUITO PATROCINIO: IRREVOCABILITA DE DECRETO DI LIQUIDAZIONE DEL COMPENSO

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SI PUO’ MODIFICARE IL DECRETO DI LIQUIDAZIONE DEL GRATUITO PATROCINIO?

Corte di Cassazione e Gratuito Patrocinio

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Il provvedimento del giudice che liquida il compenso all’avvocato che ha svolto la Sua attività processuale in regime di gratuito patrocinio ha natura decisoria e carattere definitivo. Pertanto è immodificabile.

Lo ha statuito la Sesta sezione civile della Corte di Cassazione (con la sentenza n.13892/2012) precisando che il decreto di liquidazione può essere impugnato solo ai sensi dell’articolo 111 della costituzione: per questa ragione esso non è revocabile in autotutela da parte del giudice che lo ha pronunciato e che ne resta spogliato di ogni potere di variazione.

SOSPENSIVA DI REVOCA AMMISSIONE GRATUITO PATROCINIO

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NECESSARIA PARTECIPAZIONE ALLA PROCEDURA DI REVOCA DEL GRATUITO PATROCINIO

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Il Tar Lazio ribadisce la necessità di estensione del contraddittorio a favore del soggetto ammesso a cui sia avviata procedura di revoca del beneficio del Patrocinio a spese dello Stato. L’istante a cui è stata concessa l’ammissione al gratuito patrocinio deve perciò essere parte del procedimento di revoca sin dal suo avvio con notifica a suo favore del medesimo atto comunicante l’inizio della procedura.

David Contini

 
 
 

N. xx/2010 REG.ORD.SOSP.
N. xx/2010 REG.RIC.

 

QUANDO SI HA REVOCA DELL’AMMISSIONE AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO?

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Gratuito patrocinio

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A quanto descritto consegue l’illegittimità della revoca dell’ammissione e della liquidazione dei compensi per l’opera prestata dal difensore in caso di espletamento dell’incarico già avvenuto, quando si riscontri successivamente che l’iscrizione del predetto professionista negli appositi elenchi (di cui agli artt. 80 e 81 d.P.R. citato) sia avvenuta postuma alla nomina e alla liquidazione del compenso da parte del giudice.

Ciò è statuito nonostante l’iscrizione del difensore nell’albo speciale di cui all’art. 81 rappresenti il presupposto necessario per l’assunzione dell’incarico e la liquidazione del compenso (cfr. Cass. penale nn. 25105/2004, 34290/2007), e che tale requisito appaia ispirato ad interesse di ordine pubblico.