RISARCIMENTO LEGGE PINTO: per farmi risarcire dallo Stato per le cause troppo lunghe mi tocca anche pagarmi l’avvocato? Forse, NO!

I tempi della giustizia: la risposta è patto di quota lite o gratuito patrocinio?
Tutti, ma proprio tutti, ormai sanno che in Italia i processi durano ere geologiche. E, siccome quasi tutti ci sono passati, anche i sassi hanno capito che non dipende dalle scelte delle parti processuali o dagli avvocati, ma dal sistema! La macchina ha smesso di funzionare già decenni fa, schiacciata dal peso dei troppi procedimenti e da regole che in passato erano ancor più farraginose di oggi. Non devi però credere che ora il meccanismo processuale sia stato snellito e si viva solo del peso delle colpe di ieri. Il codice processuale italiano è targato anni 40’ ed era stato concepito per una gestione processuale con tempi da carta carbone e 30.000 avvocati in tutta Italia.
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Guida Breve all'indennizzo ex Legge Pinto
Come sai, la macchina processuale viene attivata dai cittadini per ottenere giustizia quando subiscono l’illegittima compressione di un diritto: con essa si chiede al sistema giudiziario di porvi immediatamente rimedio. Purtroppo, però, i risultati processuali che dovrebbero tutelare le situazioni giuridiche compromesse diventano spesso inefficaci a causa delle lungaggini procedurali.
E purtroppo le conseguenze di questi ritardi non sono mai leggere sia sotto il profilo materiale che sotto quello psicologico.
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COSA FARE PER I PROCESSI SENZA FINE?

Chiedi il tuo risarcimento da ingiusto processo?
Oramai tutti sanno che i processi in Italia sono troppo lunghi. Anzi, sono così lunghi che la Comunità Europea ha multato il nostro Stato un’infinità di volte.Nella realtà di tutti i giorni, la lunghezza dei processi è diventata una patologia endemica del nostro paese e impedisce che la giustizia, quando davvero arriva, sia in grado di assicurare una tutela concreta ai diritti di cui si lamentava lesione nel corso del giudizio.
In altre parole, quando arriva la sentenza sono passati così tanti anni che la decisione quasi non serve più, o non è più utile come doveva esserlo al momento dell’avvio del contenzioso. Sembra un po’ la classica battuta che si usava in ambito ospedaliero: l’operazione è riuscita, ma il paziente è morto.
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PATROCINIO A SPESE DELLO STATO: “E’ SINDACABILE DAL GIUDICE LA SCELTA DEL DIFENSORE”

Patrocinio a spese dello Stato
La cassazione muta il proprio orientamento giurisprudenziale non lasciando più precluso al magistrato procedente il sindacare la nomina del difensore scelto dal soggetto richiedente l’ammissione.
L’Organo Giurisdizionale che concede l’ammissione al patrocinio a spese dello stato può perciò verificare
- sia la sussistenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi del richiedendo l’ammissione
- sia anche quelli del procuratore nominando, ovvero il suo possesso della necessaria iscrizione nell’elenco degli avvocati abilitati.
Si va così superare quella zona franca dove il fine tutelato era il consentire avanti tutto la certezza della difesa più vicina alle scelte e necessità – anche nel senso del rapporto fiduciario – dell’imputato.
RIABILITAZIONE PENALE (*)

Gratuito patrocinio
Artt. 178 – 179 codice penale -
Legge 11/06/2004 n. 145
Tutti coloro sono stati condannati a seguito di sentenza penale passata in giudicato ovvero di decreto penale di condanna non opposto hanno diritto a chiedere ed ottenere, avendone i requisiti, la riabilitazione, ovvero la cancellazione dei reati dal casellario giudiziario e, di conseguenza, l’estinzione degli stessi.
Anche in questo caso vi può essere l’ammissione al gratuito patrocinio (descritta qui) poiché essa vale per ogni grado e per ogni fase e stato del processo ma anche per tutti quei processi, derivati ed incidentali, comunque connessi a quella per cui vi è stata l’ammissione al beneficio del patrocinio (nel penale, salvo che nella fase dell’esecuzione, ciò vale ed anche per quelli di competenza del tribunale di sorveglianza come la procedura di riabilitazione: in questi casi occorre presentare autonoma richiesta di ammissione al beneficio).
PRESTITI, DEBITI, DIFFICOLTA ECONOMICHE, DISPERAZIONE, USURA!

Prestiti a usura?
Questo è il crescendo che molto spesso persone di tutt’Italia si trovano a vivere con il propagarsi dei tremendi effetti della crisi finanziaria mondiale.
I media e le istituzioni molto spesso ci raccontano di casi che emergono qua e là con singoli, famiglie e comunità strangolati dai debiti contratti con soggetti malavitosi che prestavano denaro a tassi ben oltre il lecito, magari dopo aver subito per anni l’anatocismo bancario.
La condotta penalmente e civilisticamente illecita consiste, in ogni caso, nel “farsi dare o promettere … in corrispettivo di una prestazione di denaro interessi usurari”, o più semplicemente nell’aver incassato/preteso interessi di entità maggiore al limite di legge o che risultino comunque sproporzionati (rispetto al capitale), quando chi li ha pagati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria.
RIFUSIONE DELLE SPESE E IMPUGNAZIONE INAMISSIBILE
Scontro fra i più alti Uffici giudiziari.

Corte Costituzionale
La Corte d’Appello di Catania ha inviato alla Corte Costituzionale la decisione sulla possibile incostituzionalità dell’art. 131 del DPR 115/2002 sostenendo che la norma in questione obbliga il giudice alla liquidazione dell’onorario al difensore di persona ammessa al patrocinio a spese dello Stato anche quando viene proposta una impugnazione inammissibile.
Questo in quanto è ivi prevista l’anticipazione a carico dell’erario degli onorari e delle spese dovuti al difensore anche nel caso in cui l’impugnazione proposta dalla parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato sia stata dichiarata inammissibile.
Ovviamente ciò quando vi è istanza di liquidazione dell’onorario e delle spese presentata dal difensore in costanza di impugnazione civile.
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SCANDALO A CORTE! AUTOGOL DELLA CONSULTA??
MAFIA 1
STATO 0
SECONDO LA CONSULTA E’ ILLEGITTIMO IL DIVIETO DI GRATUITO PATROCINIO AI CONDANNATI PER MAFIA
Il governo Berlusconi, ed in primis il ministro Angelino Alfano, affondati dalla Corte in una delle missioni vessillo dell’attacco alla mafia.

Gratuito patrocinio e mafia
Due anni fa, con DL n. 92 del 23 maggio 2008, era stata introdotta una norma del testo unico in materia di spese di giustizia che negava il beneficio del gratuito patrocinio a quanti, con sentenza passata in giudicato, risultino condannati per taluni gravi reati, quali quelli di mafia.
Il legislatore aveva così introdotto una presunzione assoluta di superamento della soglia massima reddituale che consente l’ammissione al beneficio del patrocinio a spese dello Stato.
COSA DEVE FARE UN AVVOCATO PER ASSISTERE IN GRATUITO PATROCINIO?

Come fare gratuito patrocinio?
La domanda sembra scontata ma, visti i casi che spesso vengono prospettati da molti di Voi che leggete e i relativi commenti, ci pare opportuno spendere un post per fare un pò di chiarezza sui requisiti necessari per l’avvocato, su quando nominarlo, dove e su cosa gli viene pagato.
Vediamo assieme i singoli passaggi.
L’art. 80 del DPR 115/202 stabilisce che il soggetto ammesso al patrocinio a spese dello stato può farsi assistere da un avvocato iscritto in apposito elenco istituito presso i Consigli dell’Ordine del Distretto di Corte d’Appello dove ha sede il Giudice competente a conoscere del merito della causa o il Magistrato davanti al quale pende il processo.