CASSAZIONE: SI DEVONO TOGLIERE GLI ONERI DEDUCIBILI DAL REDDITO DEL GRATUITO PATROCINIO

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OUA E CONGRESSO AVEVANO RAGIONE: VANNO TOLTI GLI ONERI DEDUCIBILI DAL REDDITO DEL GRATUITO PATROCINIO E COSI’ AUMENTA IL NUMERO DEGLI AVENTI DIRITTO

Corte di cassazione, sentenza 17 agosto 2016, n. 34935.

Oneri deducibili via da reddito del gratuito patrocinio

Oneri deducibili via da reddito del gratuito patrocinio

La Suprema Corte affronta la tematica dell’esatta determinazione del limite del reddito per accedere al patrocinio a spese dello Stato precisando finalmente che esso deve computarsi al netto degli oneri deducibili ma non degli oneri detraibili.

Si viene così incontro per via giurisprudenziale a quanto chiesto dall’avvocatura nel corso dello scorso congresso forense a Venezia ed OUA in merito alla necessità di precisazione delle modalità di omogenea determinazione del reddito da impiegare nella determinazione della soglia di accesso alla difesa dei non abbienti.

OPPOSIZIONE A RIGETTO DOMANDA DI AMMISSIONE AL GRATUITO PATROCINIO

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COME FARE L’OPPOSIZIONE AL RIGETTO DELLA DOMANDA PER IL GRATUITO PATROCINIO?

Opposizione a rigetto gratuito patrocinio?

Opposizione a rigetto gratuito patrocinio?

Ecco un esempio su come presentare l’opposizione alla mancata ammissione al gratuito patrocinio penale. Il ricorso deve essere presentato al giudice del merito che deve disporre l’integrazione della documentazione prima di respingere la domanda.

Vediamo la recentissima sentenza della Cassazione Penale n. 10730/16

La Suprema Corte pronuncia con riferimento alla presentata opposizione al provvedimento di rigetto della richiesta di ammissione al patrocinio a spese dello Stato nel processo penale ai sensi e per gli effetti del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 99.

Il rigetto era stato fondato  sulla mancata produzione dei documenti confermanti  la sussistenza dei requisiti reddituali del richiedente l’ammissione.

ARRIVA LA LIQUIDAZIONE IMMEDIATA DEL GRATUITO PATROCINIO: COME FARE?

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QUANDO NON SI PUO PIU’ PRESENTARE L’ISTANZA DI LIQUIDAZIONE DEL GRATUITO PATROCINIO?

Liquidazione Gratuito Patrocinio

Liquidazione Gratuito Patrocinio

Il Tribunale di Verona, con decreto dell’8 aprile 2016, a firma del dott. Relatore Vaccari,  pronuncia in merito alle prime applicazioni della recente riforma di cui all’art. 83, comma 3 bis, d.P.R. 115/2002 che prevede la liquidazione del compenso per il difensore di parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato entro la chiusura della fase processuale  alla quale detta parcella è inerente.

GRATUITO PATROCINIO: LEGITTIMA L’ISTANZA UNITA ALLA QUERELA

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VALE ALLEGARE ALLA QUERELA LA DOMANDA DI GRATUITO PATROCINIO?

Gratuito patrocinio e querela

Gratuito patrocinio e querela

Si. Nel gratuito patrocinio, deve essere accolta l’istanza di ammissione specie allegata alla denuncia querela presentata alla Procura della Repubblica senza deposito nella cancelleria del magistrato presso il quale pendeva il processo, e a questi indirizzata.

In effetti, nonostante l’istanza sia stata depositata senza il rispetto delle formalità di legge, con un percorso irrituale, non vi può essere alcuna sanzione d’inammissibilità poiché si tratta di una irregolarità priva di significanza che causa solo l’obbligo della sua trasmissione all’ufficio preposto alla ricezione della istanza.

Questo principio discende dalla recente sentenza n. 47027/2015 della cassazione: la Suprema Corte ha statuito illegittimità della declaratoria di inammissibilità della domanda di ammissione presentata al di fuori della cancelleria o degli uffici preposti ma in allegazione alla denuncia querela.
Di seguito il testo integrale del provvedimento.

OBBLIGO DI INFORMAZIONE DEL DIRITTO AL GRATUITO PATROCINIO

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GRATUITO PATROCINIO: OBBLIGO DI INFORMARE IL CLIENTE

Giudice di Pace & Gratuito Patrocinio

Giudice di Pace & Gratuito Patrocinio

Il Giudice di Pace di Taranto pronuncia un interessante sentenza in materia di spese legali e gratuito patrocinio; nella decisione tarantina viene chiaramente precisato l’obbligo in capo al difensore di informare il cliente dell’opportunità di accedere al beneficio del patrocinio a spese dello Stato:  un tanto alla luce delle norme deontologiche, che secondo la Suprema Corte costituiscono fonti normative integrative del precetto legislativo.

Infatti l’art. 27 del Codice deontologico forense, intitolato appunto “Doveri di informazione”, prevede che “l’avvocato, ove ne ricorrano le condizioni, all’atto del conferimento dell’incarico, deve informare la parte assistita della possibilità di avvalersi del patrocinio a spese dello Stato”.

GRATUITO PATROCINIO: NO AD AUMENTO COMPENSO PER CAUSA COMPLESSA

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GRATUITO PATROCINIO: NIENTE AUMENTO ALL’AVVOCATO PER LA PARTICOLARE COMPLESSITÀ DELLA CAUSA

Non esiste Giustizia senza accesso alla Difesa

Non esiste Giustizia senza accesso alla Difesa

Anche la Corte di Cassazione, con sentenza n. 21461 del 21 ottobre 2015, afferma l’esistenza di una difesa a 2 livelli: ce né una meno riconosciuta ed è quella del gratuito patrocinio.

Purtroppo, la suprema Corte conferma nuovamente che non ritene di parificare  l’avvocato che difende un soggetto ammesso al gratuito patrocinio ad una difesa di fiducia ordinaria, addebitando al primo l’onere  di svolgere la difesa del non abbiente di fatto pro bono.

GRATUITO PATROCINIO: ATTENZIONE AI REDDITI AUTOCERTIFICATI

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LA AUTOCERTIFICAZIONE FALSA E’ REATO ANCHE SE IL RICHIEDENTE HA LO STESSO DIRITTO AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO

GRATUITO PATROCINIO & FALSE DICHIARAZIONI

GRATUITO PATROCINIO & FALSE DICHIARAZIONI

La Cassazione Penale interviene con la sentenza n. 40943 del 12 ottobre 2015 per affermare  che, nei casi nei quali il cittadino falsifica l’autocertificazione per ottenere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, il dichiarante il falso è assoggettabile a procedimento penale, anche se, con il diverso reddito effettivamente percepito, avrebbe avuto comunque diritto al beneficio di Stato

La pronuncia palesa quindi come sia il mero “falso” a costituire il fatto reato, indifferentemente dall’aver procurato un beneficio a cui non si aveva diritto.

DECORRENZA EFFETTI DELL’AMMISSIONE AL GRATUITO PATROCINIO

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DA QUANDO HAI L’AMMISSIONE AL GRATUITO PATROCINIO?

decorrrenza_gratuito_patrocinio

Decorrrenza gratuito patrocinio

L’accesso alla difesa è condizione preliminare di ogni possibile richiesta di giustizia. Se non si ha una difesa, mai e poi mai si potrà avere giustizia. La questione è quindi da che momento si può avere un avvocato se non si hanno i mezzi per sostenerne il costo?

L’articolo 24 della Costituzione rende il diritto alla difesa effettivo stabilendo che “sono assicurati ai non abbienti con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione…”.

Era però rimasto aperto il problema del momento dal quale un non abbiente poteva chiedere ad un Avvocato di assisterlo, ovvero da quando decorrono temporalmente gli effetti dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

GRATUITO PATROCINIO: IL MINISTERO DI GIUSTIZIA E’ CONTROPARTE NECESSARIA NEL CONTENZIOSO

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NEL CONTENZIOSO DEL GRATUITO PATROCINIO SERVE IL CONTRADDITTORIO CON IL MINISTERO DI GIUSTIZIA

CASSAZIONE E GRATUITO PATROCINIO

CASSAZIONE E GRATUITO PATROCINIO

La Corte di cassazione precisa che, per la legittimazione passiva in materia di liquidazione di compensi e di ammissione al gratuito patrocinio, è parte necessaria il Ministero della Giustizia.

Deve essere quindi sempre integrato il contraddittorio con il Ministero.

(Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 27414/14; depositata il 29 dicembre)

David Del santo

Art. 24 Cost.



 

SENTENZA

sul ricorso 19269-2011 proposto da:

  • NATALOTTO RITA NTLRTI61S66F251Q, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA F VALESIO 1, presso lo studio dell’avvocato EUGENIO PACE, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato WALTER MANGANO; ricorrente;

GRATUITO PATROCINIO, LA CASA NON CONTA

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GRATUITO PATROCINIO, LA CASA NON CONTA

AMMISSIONE AL GRATUITO PATROCINIO

AMMISSIONE AL GRATUITO PATROCINIO

È irrilevante se l’imputato non indica l’abitazione di proprietà: ammesso il proprietario di una casa che non aveva dichiarato la titolarità dell’immobile

La sentenza 42651/05 della quarta sezione penale della Cassazione con la quale, su conforme richiesta del Pg, che ha anch’egli concluso per l’accoglimento del ricorso, è stata annullata senza rinvio l’ordinanza 22 luglio 2003 della quinta sezione penale del tribunale di Napoli, che aveva revocato l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, a suo tempo deliberata in favore dell’imputata rigettando nel contempo la richiesta di liquidazione delle competenze professionali per il giudizio di primo grado, potrà forse non piacere ma sicuramente ha il pregio di essere veramente chiara, prestandosi ad una serie di considerazioni di varia natura.

AMMISSIONE AL GRATUITO PATROCINIO PER VARIAZIONI NEGATIVE IN FRAZIONE DELL’ULTIMO ANNO

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SI’ AL GRATUITO PATROCINIO PENALE QUANDO IL REDDITO CALA IN CORSO D’ANNO SOTTO IL TETTO REDDITUALE

Redditi in calo in corso d'anno e gratuito patrocinio

Redditi in calo in corso d’anno

La Cassazione Penale cambia orientamento.

Qualora si verifichino fattispecie in cui, nonostante il richiedente dimetta una dichiarazione dei redditi con importi maggiori del tetto reddituale per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato nel processo penale, la situazione economica del medesimo istante peggiori in una frazione dello stesso periodo di imposta, si potrà tenerne conto e ammettere comunque il soggetto al beneficio.

Lo consente un’interpretazione logica e sistematica della norma. La scelta di utilizzare il criterio del riferimento alla dichiarazione dei redditi è, infatti, ricollegato alla necessità di utilizzare un criterio oggettivo e predeterminato al fine di evitare complessi accertamenti che appesantirebbero ingiustificatamente il percorso processuale penale.

GRATUITO PATROCINIO PENALE: PERCHE’ SI LIQUIDA A RIBASSO IL COMPENSO?

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Il Giudice non ha criteri vincolanti per la liquidazione del compenso al difensore con il Patrocinio a spese dello stato: vediamo perchè.

Parcelle penali in trappola

Parcelle penali in trappola

Seguendo la recente lettura del magistrato di sorveglianza, per la  liquidazione del compenso spettante all’avvocato che assiste con il  patrocinio a spese dello Stato, il giudice non è tenuto ad uniformarsi inderogabilmente ai parametri introdotti dal D.M. 55/2014, dovendosi considerare ancora vigente l’art. 1, comma 7, D.M. 140/2012, mai abrogato dal più recente decreto, secondo cui i valori minimi di cui alla tabella ministeriale non sono vincolanti per la liquidazione stessa. Ciò in quanto, in mancanza di un’espressa abrogazione dell’intero D.M. 140/2012), restano in vigore le “disposizioni generali” contenute nel Capo I del medesimo D.M. 140/2012 e, in particolare, quella dell’art. 1, comma 7, secondo cui le soglie numeriche tabellarmente indicate “in nessun caso … sono vincolanti per la liquidazione.