I PRECEDENTI REATI TRIBUTARI NON IMPEDISCONO PIU’ L’AMMISSIONE AL PATROCINIO

Corte Costituzionale
Il limite di cui all’art. 91 del Testo Unico Spese di Giustizia (DPR 115/2202), in ragione del quale l’imputato e il condannato che abbiamo già subito procedimenti o condanne per i reati tributari, non impedisce l’ammissione al Patrocinio a Spese dello Stato per procedimenti diversi da quello per cui era violazione della norma tributaria penale.
Questa è la pronuncia della Corte Costituzionale che precisato come la norma ponga un limite all’ammissione al patrocinio solo nel caso di procedimenti aventi oggetto i reati per cui essa è richiesta, ma non quando l’accusato o il condannato abbiano in precedenza subito procedimenti o condanne per le medesime tipologie di reati.
CI SI PUO’ DIFENDERE SOLO CON I MEZZI CHE SI CONOSCE

Gratuito patrocinio
Sono passati oramai più di 2 anni da quando abbiamo lanciato un grido di allarme sull’indifferenza che accompagna lo svuotamento di funzione ed efficacia di un istituto di rango costituzionale come il gratuito patrocinio (ART. 24 COST.).
Purtroppo nulla è cambiato in meglio. Anzi, si può dire che la discesa agli inferi non ha fine per i più bisognosi di aiuto.
Già nel 2009 raccontavamo che l’inefficienza del patrocinio a spese dello Stato trovava la sua prima causa nella scarsa diffusione delle informazioni necessarie per accedere all’istituto; e in effetti fu proprio questo problema ad essere la leva che portò la nostra associazione a scendere in campo nell’adoperarsi per colmare questo gap promuovendo un’attività divulgativa attraverso quel blog che è oggi www.avvocatogratis.com.
MA IL GRATUITO PATROCINIO NON ERA UGUALE AL DIFENSORE D’UFFICIO?
NO! SVELIAMO UN ERRORE COMUNE.

Gratuito Patrocinio e difensore d'ufficio
Molto spesso riceviamo mail e commenti che parlano di difesa d’ufficio e del costo inaspettato della stessa. Da lì il passo è breve per trovarsi altrettanto spesso a leggere di delusioni sul funzionamento del patrocinio a spese dello Stato perchè si è stati difesi d’ufficio e si è poi ricevuta una richiesta di pagamento da parte dell’avvocato.
Ebbene, la delusione nasce in un’equivoco, anzi nella confusione incolpevole di due soggetti in uno: il GRATUITO PATROCINIO non ha niente a che fare con il DIFENSORE D’UFFICIO.
E il difensore d’ufficio non necessariamente potrà essere sostenuto con il gratuito patrocinio.
Vediamo assieme le differenze.
PERCHE’ ESISTE IL LAVORO DI AVVOCATOGRATIS.COM?

ART. 24 e Gratuito Patrocinio
L’art. 24 della Costituzione recepisce un principio di grande civiltà giuridica e sociale presente nella cultura e nelle istituzioni di tutti i paesi europei, ovvero il diritto all’accesso alla giustizia a favore di chiunque, a prescindere dal reddito:
“Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.
La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.
La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.
A tutti deve essere permessa la difesa a prescindere dalla capacità reddituale, perchè una giustizia solo dei ricchi non sarebbe che una finta giustizia.”
IL PM PADALINO CHIEDE CHE LO STATO NON PAGHI IL GRATUITO PATROCINIO E CHE GLI AVVOCATI LAVORINO GRATIS

PM e Gratuito patrocinio
Il Pubblico Ministero Andrea Padalino. della procura di Torino. esce con una provocazione che forse è reazione al collasso del sistema Giustizia: “Gratuito patrocinio? Paghino gli avvocati“ e poi “Tutti hanno il diritto ad essere difesi. Ma in questi tempi di crisi non trovo giusto che sia la collettività a farsi carico del “gratuito patrocinio“. Secondo il PM sarebbe meglio se fosse l’ordine degli avvocati ad assumersi l’onere di questi costi istituendo dei turni.
La proposta provocatoria del pm Padalino arriva in successione all’attività di un Giudice per la liquidazione di una parcella per la difesa di un imputato accusato di tentato omicidio.
MONTI HA DIMENTICATO LA LIQUIDAZIONE DEL GRATUITO PATROCINIO

Tariffario Forense abrogato!
Il Governo Monti ha abrogato il tariffario Forense. Non ci sono norme di collegamento con il Testo Unico lasciando così il patrocinio a spese dello Stato completamente congelato.
Infatti l’art 130
(rubricato: Compensi del difensore, dell’ausiliario del magistrato e del consulente tecnico di parte) prevede che: “Gli importi spettanti al difensore, all’ausiliario del magistrato e al consulente tecnico di parte sono ridotti della metà“. Il riferimento è ai compensi previsti a favore di ciascun professionista secondo le sue tariffe di categoria. La scomparsa improvvisa, senza alcuna previsione transitoria, impedisce perciò, dal giorno dell’abrogazione con decreto legge di tutti i tariffari ordinistici, la liquidazione di ogni compenso ai soggetti professionali che operano nell’ambito del patrocinio a spese dello Stato.
LA CASSAZIONE NEGA IL GRATUITO PATROCINIO PER LE SPESE STRAGIUDIZIALI DOPO AVERLE AMMESSE SE NECESSARIE AL PROCESSO

Corte di Cassazione
La Suprema Corte ammette e nega la rifusione delle spese legali ante processo con due sentenze emesse lo stesso giorno, escludendole per la fase conciliativa e consentendone la liquidazione solo se erano necessarie alla successiva fase processuale.
Il 23 novembre la Cassazione (con la sentenza n. 24723) nega la contemporanea sentenza n. 24729 ed afferma che il gratuito patrocinio non copre anche l’attività stragiudiziale: il passaggio oscuro si svolge al momento della liquidazione del compenso spettante al legale da parte del magistrato.
LA LIQUIDAZIONE DEL COMPENSO: UN PROBLEMA??

Liquidazione gratuito patrocinio
Sovente ci viene scritto in merito alle difficoltà che si incontrano per ottenere il pagamento dei compensi spettanti per l’attività prestata in regime di Patrocinio a spese dello Stato.
Il più delle volte si tratta di problematiche inerenti la lentezza esasperante con cui gli uffici giudiziari preposti smaltiscono le pratiche per la liquidazione o, forse la maggioranza dei casi, delle lungaggini a causa delle quali i fondi per la liquidazione arrivano alle cancellerie in giro per l’Italia ad anni di distanza dal deposito delle correlate domande.
Ma i problemi non sono purtroppo da ricondurre tutti all’inefficienza dello Stato: anche i professionisti ci mettono del loro magari non predisponendo correttamente la domanda di liquidazione, o usando standard di modelli non accettati dalla prassi dei tribunali.
LIQUIDAZIONE DEL GRATUITO PATROCINIO APPLICANDO IL “FAVOR ERARI”
Le tariffe scendono persino sotto i minimi per il patrocinio a spese dello Stato

Tariffario Forense dimezzato?
Con l’ordinanza del 21 giugno 2011, riportata in calce, il Tribunale Verbania si fa precursore di una nuova tendenza dell’amministrazione della giustizia: dopo aver consentito che per anni i compensi agli avvocati che assistono i non abbienti ex art. 24 della Costituzione vengano pagati l’anno del poi ed il mese del mai, cerca di arrivare anche alla nullificazione delle parcelle da liquidare.
Si passi il termine provocatorio, ma non se ne può più.
Dei 167 circondari di tribunale italiani non ce ne sta che una manciata di virtuosi (Rimini e Venezia in testa), per la restante grande maggioranza si può solo dire che il pagamento del gratuito patrocinio non è una priorità.
RISARCIMENTO LEGGE PINTO: per farmi risarcire dallo Stato per le cause troppo lunghe mi tocca anche pagarmi l’avvocato? Forse, NO!

I tempi della giustizia: la risposta è patto di quota lite o gratuito patrocinio?
Tutti, ma proprio tutti, ormai sanno che in Italia i processi durano ere geologiche. E, siccome quasi tutti ci sono passati, anche i sassi hanno capito che non dipende dalle scelte delle parti processuali o dagli avvocati, ma dal sistema! La macchina ha smesso di funzionare già decenni fa, schiacciata dal peso dei troppi procedimenti e da regole che in passato erano ancor più farraginose di oggi. Non devi però credere che ora il meccanismo processuale sia stato snellito e si viva solo del peso delle colpe di ieri. Il codice processuale italiano è targato anni 40’ ed era stato concepito per una gestione processuale con tempi da carta carbone e 30.000 avvocati in tutta Italia.