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“Guida Breve all’Amministrazione di Sostegno con il Gratuito Patrocinio”

Guida Breve all'Amministratore di Sostegno
- Hai dei congiunti anziani che non sono più autosufficienti e non sai come gestire per loro i rapporti con gli enti?
- I Nonni si sono fatti incastrare da una finanziaria o da un lontano parente e non sai cosa fare?
- Temi di dover fare una lunga convalescenza dopo un intervento molto serio e vuoi sapere prima chi prenderà per te le decisioni importanti?
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PATROCINIO A SPESE DELLO STATO: “E’ SINDACABILE DAL GIUDICE LA SCELTA DEL DIFENSORE”

Patrocinio a spese dello Stato
La cassazione muta il proprio orientamento giurisprudenziale non lasciando più precluso al magistrato procedente il sindacare la nomina del difensore scelto dal soggetto richiedente l’ammissione.
L’Organo Giurisdizionale che concede l’ammissione al patrocinio a spese dello stato può perciò verificare
- sia la sussistenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi del richiedendo l’ammissione
- sia anche quelli del procuratore nominando, ovvero il suo possesso della necessaria iscrizione nell’elenco degli avvocati abilitati.
Si va così superare quella zona franca dove il fine tutelato era il consentire avanti tutto la certezza della difesa più vicina alle scelte e necessità – anche nel senso del rapporto fiduciario – dell’imputato.
LA DOMANDA DI AMMISSIONE VA BENE ANCHE SE MANCA IL CODICE FISCALE DI UN FAMILIARE?

Omesso codice fiscale e ammissione
NO! L’errore formale o la mancata indicazione di un codice fiscale, comportando violazione della espressa previsione di cui alla lettera B. dell’art. 79 del Testo Unico sulla Spese di Giustizia (DPR 115/2002), sono causa di rigetto della domanda.
Basta perciò l’omissione di uno solo dei requisiti di legge per non consentire l’accoglimento dell’istanza di ammissione al gratuito patrocinio. Il tribunale veneziano ne ha dato buona conferma anche respingendo il ricorso in avversione al provvedimento di diniego, e ciò seppur il codice fiscale mancante fosse inerente un familiare non più convivente e quindi ulteriore ai requisiti richiesti dalla legge..
Vediamo assieme il caso.
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IL REDDITO MINIMO DICHIARATO BASTA PER L’AMMISSIONE?

Ammissione e dichiarazione dei redditi a zero
NO! Il gratuito patrocinio può essere negato se il reddito è nullo.
Non sempre essere privi di reddito garantisce l’accesso al patrocinio a spese dello stato.
E’ quanto accaduto al signor L.A. reo confesso per aver appiccato un incendio doloso ( delinquente prezzolato).
L.A. proponeva istanza al Tribunale di Venezia, avendo 5 figli e moglie a carico ma con reddito zero. L’istanza mancava altresì, di qualsivoglia altro riferimento a possibili fonti di reddito ( esempio aiuto economico da parte di familiari etc).
Il Tribunale di Venezia (Giudice De Fazio proc. penale 9815/06) ha negato la concessione del gratuito patrocinio avendo, dedotto, dal tenore dell’istanza, che non era possibile che il signor L.A. potesse mantenere una famiglia senza alcun reddito di talchè aveva senz’altro redditi illeciti o comunque non dichiarati e per questo motivo ne ha respinto l’istanza.
COME DIMENTICARSI DEI DEBITI RESIDUI DEL FALLIMENTO

Esdebitazione del fallito con il gratuito patrocinio
Dopo la chiusura della procedura del fallimento capita sovente che residuino dei debiti verso i creditori fallimentari. Questi, notoriamente insaziabili, sono pronti alla finestra ad aggredire il fallito che torni in bonis successivamente al decreto che chiude il fallimento.
Anzi spesso capita che i creditori siano rimasti silenti fino alla fine della procedura fallimentare perchè zittiti dall’autorità del curatore e poi, dopo pochi mesi dalla chiusura, si scoprano repentinamente desiderosi di ansie vendicative e tentino di ostacolare in ogni modo il ritorno alla vita normale dell’ex fallito che ha appena intravisto uno spiraglio di speranza.
Il legislatore ha però tenuto conto dell’evoluzione della società e delle esigenze del contesto economico ed è intervenuto sul punto. Vediamo assieme cosa è successo.
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