GRATUITO PATROCINIO, REDDITO E ASSEGNO DI MANTENIMENTO: COSA FARE?

DOPO IL DIVORZIO, O LA SEPARAZIONE DEI CONIUGI , COME CALCOLO IL MIO REDDITO?

Busta paga

Quale reddito?

Ogni qual volta parliamo di gratuito patrocinio ci troviamo anche ad affrontare la questione della determinazione del reddito, e spesso ciò avviene in riferimento alla situazione generatasi dopo la separazione od il divorzio. Questo perchè, come abbiamo già  detto qui, il requisito fondamentale è il rispetto dei parametri reddituali.

Perciè, anche se è un aspetto che pochi considerano da subito, bisogna sempre capire cosa si deve computare nella quantificazione del proprio reddito: Tu allora mi chiederai: ma …

  • l’assegno che incasso o pago a seguito del divorzio o della separazione, lo devo tenere in conto?

Hai ragione; è la domanda giusta! E’ infatti davvero importante capire cosa fare dell’assegno perchè in questa materia fiscale ogni errore porta a commettere una violazione anche di carattere penale.

Allora la risposta è: quando ricevi o versi un assegno di separazione o divorzio questo è SEMPRE rilevante ai fini della determinazione del Tuo reddito imponibile (qui illustrato dalla stessa circolare dell’Agenzia delle Entrate).

*

Come è da calcolare?

Si fa così:

  • l’assegno è deducibile dal reddito imponibile (se lo paghi);
  • l’assegno è reddito imponibile se invece lo incassi.

*

Cosa vuol dire che è deducibile?

Vuol dire che lo si deve sottrarre dal reddito imponibile, ovvero dal reddito su cui dovrai calcolare le imposte da versare allo stato.

Per questo motivo, se il tuo reddito imponibile è pari a 12.000 euro ma hai 2000 euro di oneri deducibili (assegno di mantenimento al coniuge, contributi previdenziali per lavoratori autonomi etc.), le Tue tasse le devi computare in percentuale dopo avere tolto dal reddito imponibile quanto è deducibile, e nell’esempio di poco, su 10.000 euro, e non su 12.000 (ovvero 12.000 -  2.000 = 10.000).


Detto questo puoi capire subito che, posto che l’attuale limite massimo di reddito per il gratuito patrocinio civile è di euro 10.766,33, pur avendo 12.000 euro di reddito si rientra nel beneficio quando si hanno oneri deducibili come nell’esempio: togliendo 2000 euro dai 12.000 di imponibile si rientra automaticamente nella soglia di ammissibilità .

Come già  immagini, il contrario Ti accadrà  qualora Tu invece riceva l’assegno di separazione o di divorzio: e su quello ci pagherai anche le tasse!!!

Ricorda poi che bisogna distinguere gli oneri deducibili dalle spese detraibili (spese mediche, interessi passivi su mutui, spese funerarie, costi ristrutturazione 36%, etc.): i secondi non influiscono sul reddito imponibile e quindi sono irrilevanti alla base di computo del requisito all’ammissibilità  al patrocinio a spese dello stato (vengono semplicemente a sottrarsi all’imposta già  ricavata in percentuale sul reddito imponibile e non variano quest’ultimo).

*

Questo vale solo per il coniuge?

Certo. Quanto fin qui spiegato vale per il solo assegno di mantenimento per il coniuge, sia in separazione che in divorzio.

E’ quindi chiaro che l’assegno di mantenimento deve appunto essere conseguenza del decreto di omologa della separazione o della sentenza di divorzio o di separazione (qualora la seconda sia giudiziale e non consensuale).

Ricorda però che, per verificare se questa componente (positiva o negativa) del reddito imponibile (ovvero da sommarsi o da sottrarsi) debba essere tenuta effettivamente in conto, si deve sempre controllare cosa statuisce il provvedimento del giudice che ha disposto in merito.

Fallo sempre, perchè un errore potrebbe avere conseguenza di rilevanza sia fiscale che penale. Lo ho spiegato qui.

*

E i figli?

Come sopra accennato il percorso fin qui descritto vale per l’assegno per il mantenimento del coniuge. Lo ripeto: solo per il mantenimento del coniuge.

Totalmente opposta è invece la disciplina che riguarda l’assegno per il mantenimento dei figli.

Quest’ultimo:

  • non è deducibile dal reddito di chi lo paga;
  • non costituisce reddito imponibile per chi lo incassa.

Per questo motivo è sempre importante verificare, nel decreto o nella sentenza che dispongono della vita dei coniugi (che sia separazione o divorzio) cosa sia specificato circa l’importo dell’assegno e la sua destinazione: al coniuge o ai figli. Diversamente, in assenza di dettagliata specificazione, l’importo complessivo non potrà  che essere imputato metà a testa: ovvero metà  al coniuge e metà  ai figli, con ogni conseguenza sul reddito imponibile.

Confido di aver contribuito a fare una qualche chiarezza su un argomento molto importante e che riguarda tantissime persone separate e divorziate. Siamo infatti tornati a scrivere di requisito reddituale per il gratuito patrocinio perchà molti lettori ci hanno chiesto precisazioni e dettagli nelle tantissime e mail che ci arrivano.

Per sicurezza, tieni a mente che è sempre opportuno far verificare ad un commercialista od un avvocato abilitato la consistenza del tuo reddito imponibile. Questo sia perchè è importante non sbagliare ma anche perchè ogni anno cambiano i parametri di imputazione delle componenti reddituali e non ci si può fidare dei ricordi delle passate dichiarazioni dei redditi.

Ad ogni modo, sono sicuro che con questo breve riepilogo, avrai gli elementi minimi per organizzare la verifica dei requisiti necessari all’ammissione al gratuito patrocinio. Per ogni precisazione, lascia un commento qui sotto.

Avv. Alberto Vigani

Pubblicazione su www.avvocatogratis.com sotto licenza Creative Commons BY NC ND SA

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Buona lettura.
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16 pensieri su “GRATUITO PATROCINIO, REDDITO E ASSEGNO DI MANTENIMENTO: COSA FARE?

  1. sabrina

    Vi ringrazio per avermi risposto, inoltrerò il link al mio avvocato, il quale sostiene che l'assegno per il mantenimento del figlio, vada indicato, come fonte di reddito, qualora che venga versato dal coniuge.
    Cordialità.
    Sabrina.

  2. Silvano

    Buona sera..
    Sono una “vittima ” del Gratuito patrocinio.. Mi trovo a vivere al di sotto della soglia di povertà ma con un reddito superiore ai famosi E. 10628,16 A causa delle innumerevoli citazioni fattemi prima dalla mia ex e poi, al raggiungimento dei 18 anni, anche da mio figlio. Tutte fatte con il gratuito patrocinio e tutte bollate dai miei Avvocati come cause temerarie .. Tutte si sono concluse con la mia vittoria ma il giudice ha `compensato le spese`… Le mie spese purtroppo, non sono esigue come quelle dello stato… In 5 anni, ho pagato mediamente 10000 Euro annui di Avvocati ..e ho ancora 6 cause in corso.. Ora .. chiedo .. ma chi vigila sulle citazioni che vengono intentate utilizzando i soldi dei contribuenti ?
    Nessuno controlla che vengono ripetute le stesse accuse nelle varie citazioni..
    Prima la madre chiede fantomatici danni… poi gli stessi li richiede il figlio.. e cosi` avanti per mesi e anni da un tribunale all ` altro.. e intanto io sono costretto ad alienare i miei beni per sostenere spese legali a 3 zeri. Chi controlla la deontologia di certi Avvocati che soffiano sul fuoco per alimentare liti giudiziali, e costringermi a fare il `CONVENUTO` ??? La mia vita e` diventata un inferno.. Nella stessa graticola, hanno coinvolto anche mia madre e mia sorella facendo citazioni a tutti e tre contemporaneamente… e sempre grazie al “GRATUITO PATROCINIO” . Un giorno dissi a mio figlio che era ora di smetterla di depauperare soldi inutilmente in Avvocati, e lui mi disse che… “TANTO NOI NON PAGHIAMO” Come posso arginare questa emorragia che mi portera’ alla rovina ? Dato che non potro’ mai beneficiare del gratuito patrocinio in quanto posseggo redditi x E. 40000 Lordi, e che, tra Mantenimento moglie|figlio , Mutuo , affitto ,spese legali, Mi rimane giusto qualche centinaio di euro in tasca …. COME POSSO USCIRE DA QUESTA TRAPPOLA GIUDIZIALE?????

    Sarei grato a chi mi puo’ aiutare..

    Cordiali saluti Silvano

  3. admin

    Caro Silvano,
    ho letto del Tuo caso. E’ veramente incredibile: confido che qualcuno possa portare la sua esperienza ed esserTi di aiuto.
    Cordialità.
    Staff.

  4. Morena

    Buonasera,
    sono divorziata da due anni e il mio ex lavora e vive all’estero (paese asiatico), volevo chiedere se c’è un modo per conoscere le sue entrate visto che il suo reddito è solo estero.
    E’ solo una curiosità.
    Grazie e buon lavoro

  5. admin

    Gentile Roberta, salve.
    Ho letto del suo quesito e le rispondo precisando che è necessario verificare la legittimità del provvedimento, esaminandolo e vagliandone la correttezza. Se vi sono i requisiti reddituali, suo fratello potrà essere ammesso al Patrocinio a spese dello Stato per impugnarlo in sua tutela. Per poter invece trovare un avvocato abilitato a cui conferire incarico consiglierei di contattare il competente Ordine Forense cremonese (Ordine degli Avvocati di Cremona) che custodisce e aggiorna l’elenco degli iscritti abilitati.
    Spero di esserle stato utile.
    Cordialità.
    Alessio Alberti
    Staff Associazione Art. 24 Cost.

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  6. roberta

    Buonasera, ho un problema, mio fratello, separato, doveva versare l’assegno di mantenimento per la figlia, non potendo e comunque sbagliando, ha versato per poco tempo, ora il tribunale dei minori gli ha intimato di versare la somma mancante rivalendosi sullo stipendio, non nella misura del quinto ma togliendoli completamente per due mesi dalla busta paga… è legale? A chi posso rivolgermi per un consulto gratuito?
    Abito nella provincia di Cremona…. Grazie per le risposte
    Roberta

  7. alessia

    Buongiorno, vorrei sapere se un “contributo badante” regionale costituisce reddito imponibile per fruire del gratuito patrocinio.
    Viene erogato mensilmente ma con somme ogni volta differenti (dipende dallo stanziamento sregionale) e può essere interrotto ( per mancanza di fondi) unilaterlmente dalla regione.
    Non è oggetto di nessuna dichiarazione ai fine irpef.
    Questa signora, che con il contributo badante riesce a pagarsi la badante regolarmente assunta, è stata depauperata dai suoi figli e vorrebbe agire in giudizio contro di loro.
    Non ha soldi, tranne che la pensione di invalidità e l’uncio mezzo di tutela sarebbe il gratuito patrocinio.
    Grazie.
    Alessia

  8. admin

    Gentile Alessia,
    il caso che Lei segnala è quantomai atipico: applicando i criteri generali mi verrebbe da dire che è comunque da computarsi ai fine della determinazione del tetto di ammssione, ma la peculiarità dell’introito mi consiglia di suggerire un interpello all’agenzia delle entrate competente che successivamente dovrebbe decidere se vi è stata o meno violazione.
    Per trovare poi il professionista che fa al caso suo potrà rivolgersi al competente Consiglio dell’Ordine Forense della sua città e lì consultare gli elenchi degli avvocati abilitati al gratuito patrocinio della sua città.

    Per miglior dettaglio circa l’ammissione al gratuito patrocinio anche veda “Guida Pratica all’accesso al Gratuito patrocinio“.
    Spero di esserle stato utile. Se così fosse clicchi su “mi piace” sul link alla pagina Facebook di avvocatogratis.com.
    Cordialità.

    Staff Associazione Art. 24 Cost.

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  9. ATONINO

    Vorrei sollevare un quesito in merito alla disciplina che riguarda l’assegno per il mantenimento dei figli ove quest’ultimo non è deducibile dal reddito di chi lo paga e non costituisce imponibile per chi lo incassa.
    Vorrei soffermarmi prorio su ( non costituisce imponibile per chi lo incassa) in quanto chi lo incassa da almeno 9 anni non alcun reddito oltre al suddetto assegno di mantenimento per se e due figli, i quali sono a totale carico dell’altro coniuge , provvedendo dalla salute alla scuola abbigliamento ecc. alle esigenze della prole.
    Unico ad avere un meno che modesto reddito da lavoro dipendente ovviamente separato consensualmente da 9 anni.
    Non comprendo dove poggia tale legge che consite nelle condizioni di reddito prima elencate a non poter portare a detrazione il mantenimento oltre del coniuge anche quello dei figli assegnato dal giudice. Vorrei sapere se inoltre vi è qualche sentenza che avvalore questa tesi.
    Grazie
    Antonino

  10. Giuseppe Piazza

    Non ho capito una cosa però leggendo l’articolo; se l’assegno è diretto ai figli ed i figli sono conviventi con il beneficiario non dovrebbero essere computati comunque ai fini del reddito complessivo familiare previsto dalla norma?

  11. nalon

    Salve,

    ho un quesito circa i redditi da assumere a riferimento per l’accesso al gratuito patrocinio.
    Sono pensionato inps, con invalidità civile e non vendente con minimo accompagnamento. In tutto percepisco una pensione mensile di euro 1300 circa, ma scorporando le indennità da invalido sarebbe, 900 euro circa nette mensili.
    Vivo in affitto con moglie a carico, per un importo di 900 euro al mese.

    Facendo due conti onestamente, il mio reddito è nullo, e vivo di aiuti dei miei figli, ma per la burocrazia è di oltre 14000 euro annue, come imponibile.

    Al momento, e da circa 4 anni, mi difendo da equitalia, con giudizio ora in Cassazione, e finora i vari giudici, seppur mi hanno dato ragione in due gradi di giudizio hanno sempre compensato le spese legali, che pagano i miei figli.
    Paragonando i miei 14000 euro annui, al capitale sociale di Equitalia(lo Stato), nonchè compensandomi le spese per una causa temeraria che lo Stato appunto mi costringe ad affrontare.

    Detto ciò, esiste una causa di appello sui limiti reddituali, per i quali far valere l’ISEE e non il modello 730?
    Grazie

  12. Gabriella

    Sono andata via di casa coi figli a seguito di una vita di botte e violenze fisiche e psicologiche.I carbinieri non mi vogliono fare la dennucia perchè lui sta male (beve e fuma e non dorme ed ora è sotto cura degliassistenti sociali e del dottore).Voglio separarmi, ma il mio reddito nn mi permette il patrocinio gratuito perche mi dicono allo sportello donna che guadagno 12.000 euro l’anno.
    Ma dopo l’affitto e il mantenimento dei due miei figli , che sono sulle mie spalle , scuola , bollette , ass. auto, non mi resta nulla e nn riesco a pagare un avvovato.COSA DEVO FARE? Io sono in un asituzione che devo assolutamente regolarizzare, con il divorzio.Noi genitori siamo Rumeni di cittadinaza ma io ho residenza in italia da 15 anni e lavoro regolare.grazie

  13. Alex West

    Gentile Gabriella,

    per l’ammissione al gratuito patrocinio civile deve avere un reddito familiare inferiore a € 10.766,33 e può anche autocertificare il suo reddito (l’ISEE non serve a nulla e quindi non serve chiederlo ai vari CAAF). Il reddito indicato è al netto degli oneri deducibili e deve perciò detrarre da quanto percepito le detrazioni per figli a carico, spese mediche etc. Potrebbe perciò essere nei limiti di ammissione. Verifichi con il COA la sua effettiva situazione.

    Qui trova i redditi da computare nella determinazione del tettore reddituale per l’ammissione: http://www.avvocatogratis.com/2012/12/tabella-dei-redditi-da-computare-per-il-gratuito-patrocinio/
    Per miglior dettaglio circa l’ammissione al gratuito patrocinio anche veda QUI http://www.avvocatogratis.com/guide-brevi/guida-al-gratuito-patrocinio/ Guida Pratica all’accesso al Gratuito patrocinio” “GUIDA BREVE ALL’ACCESSO AL GRATUITO PATROCINIO”.
    (Lo può scaricare on line in qualunque formato qui: http://www.smashwords.com/books/view/273075)

    Qui invece trova gli avvocati che hanno dato la loro disponibilità al sito e che siamo già riusciti a pubblicare: http://www.avvocatogratis.com/avvocato-gratuito-patrocinio/elenco-avvocati-abilitati-al-gratuito-patrocinio/

    Cordialità.
    Alessio
    Staff
    Associazione ART. 24 COST.

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