RECUPERO CREDITI DA LAVORO: RETRIBUZIONE E TFR

La conoscenza è potere: condividi e fai girare.Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on Google+Share on RedditShare on Tumblr

VI HANNO DETTO CHE LA BUSTA PAGA VE LA DANNO IL MESE PROSSIMO?

E’ SUCCESSO ANCHE IL MESE SCORSO?

Voi, allora, avete un problema!

Busta paga

Busta paga

A fine anno, lo stato di difficoltà  delle aziende sta conducendo  operai ed impiegati verso  un orizzonte di incertezza e di rischio. Si, anche i lavoratori rischiano.

  • Cosa succederà  se il datore di lavoro non ce la farà  e verrà  travolto dalla crisi e dai debiti?
  • Pagherà  i crediti da lavoro prima dei debiti che garantisce personalmente con la propria casa?
  • Come farà  allora questo dipendente, che non è stato pagato per più retribuzioni mensili e che avanza anche il TFR e le altre competenze di fine rapporto?

La soluzione è più semplice di quello che si può credere. Il lavoratore dipendente dovrà  fare una semplice scelta psicologica e superare l’ostacolo mentale che gli hanno inculcato nella testa con l’imprinting del rapporto di lavoro: ovvero per una volta non dovrà  obbedire e, invece, dovrà  alzare la voce!! Si, dovrà  far sentire la sua voce! Solo questo.

Bisogna capire che è ora di dire BASTA!! Basta rinunciare ai propri diritti, smettiamo di attendere come una grazia il giusto compenso per il proprio sudato lavoro.

E’ il momento di accettare il fatto che si ha il diritto di essere pagati e che questo diritto è garantito da un bel pò di norme e istituti giuridici. E, come si dice spesso: chi parte prima, meglio alloggia!!

Sembra solo un detto popolare ma, purtroppo, è l’amara realtà : solo i creditori più aggressivi verranno soddisfatti. Perchè quando un’azienda collassa non c’è sufficiente patrimonio per accontentare tutti i creditori. Dobbiamo perciò scegliere se vogliamo essere fra quelli che saranno pagati o se ci va bene lo stesso di restare fra quelli che avranno la bocca asciutta.

Il recupero crediti rappresenta perciò un problema concreto che deve essere affrontato con oggettività: volete i vostri soldi o volete lasciare ad altri il gestire le vostre spettanze sperando nella fortuna?

Affidarsi ad uno studio legale (con avvocati del lavoro) può costituire la soluzione meno onerosa e più efficace, evitando  l’incombenza di dover procedere prima ad un’inutile fase bonaria con qualche fantomatica associazione pseudo-sindacale e poi, spesso, dopo l’esito negativo ed aver perso del tempo, ricorrere comunque ad un legale per arrivare alla riscossione coattiva del credito.

L’attività dell’avvocato, invece, prevederà  subito una velocissima fase di recupero stragiudiziale e proseguirà, se necessario ed opportuno, alla fase giudiziale e successivamente a quella dell’esecuzione forzata (e anche dell’eventuale istanza fallimentare).

Dopo una prima verifica presso le banche dati informative ciascun caso sarà sottoposto ad un attento screening preventivo circa la possibilità  di un effettivo recupero delle somme dovute.

A questo punto, negli studi con avvocati abilitati ed iscritti negli appositi elenchi dell’Ordine degli Avvocati, si verificherà  se il dipendente ha diritto al gratuito patrocinio anche per le cause civili o se può essere di suo interesse anche l’utilizzo di strumenti compensativi forfetari come il patto di quota lite.

L’accesso al patrocinio a spese dello stato è consentito a tutti coloro che hanno un reddito annuo non superiore a euro 10.776,33 per come indicati nell’ultima dichiarazione. Per tutti coloro che non rispettano i requisiti reddituali minimi, o che non hanno il tempo necessario all’ammissione al beneficio, vi sono però altri rimedi ancor più performanti.

Si, perchè il patto di quota lite o il compenso forfetario possono ben garantire risultati ancor più aggressivi ed economicamente soddisfacenti perchè consentono di proseguire comunque nel recupero del credito da lavoro senza dover sostenere costi aggiuntivi.

Ad ogni modo, in caso di recupero giudiziale, l’opportunità  di affrontare i costi dell’attività  processuale viene sempre valutata assieme al cliente in relazione all’ammontare del credito per cui si intende procedere.

In questo particolare settore alcuni avvocati hanno appunto cominciato ad operare con la previa sottoscrizione di un patto di quota lite con i clienti che lo desiderano.

In tal caso il recupero dei crediti da retribuzione e TFR, in sofferenza, avviene senza rischi e riducendo al minimo il costo per spese legali in quanto la parcella intera verrà liquidata soltanto in caso di buon esito della pratica ed in proporzione alla somma effettivamente recuperata seguendo lo schema di attività  per step qui sotto riportato, nel distinguo fra recupero giudiziale o recupero stragiudiziale del credito.

Schema recupero cedolino e tfr

Per comune utilità  riportiamo qui sotto un esempio di patto di quota lite per il recupero integrale di retribuzioni e TFR:

CONFERIMENTO DI INCARICO PROFESSIONALE PER RECUPERO CREDITI DA LAVORO

CON PATTO DI QUOTA LITE SENZA ANTICIPI


Con la presente il sig. ———– .., nato a ———-. il ————-, C.F. ———————, residente in ——————, via ————————-,

in proprio / quale legale rappresentante di ——————–, con sede in ——————-, P. IVA ————————-, come da visura CCIAA che si allega al presente, o quale rappresentante di ——————– (persona fisica),

identificato dall’avv. ——————- a mezzo (documento) ————-.. rilasciato da (autorità) ———————–… in data ——————-. di cui si allega copia,

ricevuta l’informativa e prestato consenso al trattamento dei dati personali ai sensi di legge,

CONFERISCE / CONFERMA

all’avv. ……………………………  l’incarico senza anticipi di assistenza, rappresentanza, consulenza e difesa nella vertenza giudiziale/stragiudiziale contro l’ex datore di lavoro ———————, avente ad oggetto per il recupero di crediti da lavoro (retribuzione – TFR – straordinari), ed avente valore ————————-,

pattuisce

con il sottoscrivente professionista, che accetta, il compenso per le prestazioni professionali come segue:

  • nella misura percentuale del ——— % del risultato finale se questo è raggiunto prima del giudizio (patto di quota lite stragiudiziale), oltre agli accessori di legge.
  • o nella misura percentuale del ——- % del risultato finale se questo è ottenuto nel corso del giudizio (patto di quota lite giudiziale),  salvo quanto liquidato  in DI o Sentenza con distrazione a favore del procuratore e oltre gli accessori di legge.
  • solo all’esito del procedimento ed in esclusivo caso di mancato recupero dopo l’esecuzione, spese documentate (bolli, raccomandate, spese perizie, imposte – se dovute – e simili)  complssivamente affrontate.

Il compenso come sopra pattuito viene ritenuto da entrambe le parti congruo e soddisfacente per l’incarico professionale conferito nonchè frutto di una comparazione equilibrata dei rispettivi interessi.

L’avvocato è autorizzato dal cliente a farsi versare direttamente da controparte le spese legali poste a carico di quest’ultima (e ciò nei limiti del compenso percentuale pattuito nel presente accordo) nonchè a trattenere in compensazione eventuali somme recuperate dalla controparte sino a soddisfazione delle parcelle emesse per tutta l’attività compiuta ai sensi dell’art. 44 del codice deontologico forense.

In caso di recesso rimane l’obbligo di corrispondere al professionista le spese sostenute ed il compenso dovuto per l’attività  già  svolta conformemente alle tariffe professionali di cui al DM 127/2004 ed alle tabelle per le spese sub all. 2).

Allegati:

  1. informativa privacy;
  2. tabelle spese particolari di Studio;
  3. copia documenti identificativi del cliente.

San Donà di Piave, ———–. 2010

Firma Cliente ———————————..

Firma Avvocato ————-


Alberto Vigani è Consulente del Lavoro e Avvocato specializzato in Diritto del Lavoro ed in Procedure Arbitrali in Venezia, co-fondatore della Camera Arbitrale della Venezia Orientale. E’ iscritto agli “elenchi degli avvocati abilitati al Patrocinio a spese dello Stato dell’Ordine degli Avvocati di Venezia”. E’ anche il segretario della Camera Avvocati di San Donà di Piave e il responsabile giuridico di www.amministratoridisostegno.com, dove scrive in materia di ADS e questioni connesse.

ASSOCIAZIONE ART. 24 COST. PER LA TUTELA DEL DIRITTO DI DIFESA

Se ORA vuoi davvero saperne di più sul Patrocinio a spese dello Stato, scarica qui di seguito le Guide Brevi predisposte dallo staff di Avvocatogratis.com e dall’associazione ART. 24 Cost.:

  1. Guida Breve per l’accesso al GRATUITO PATROCINIO.

  2. Guida Breve alla Separazione ed al Divorzio con il gratuito patrocinio.

  3. Guida Breve all’Affidamento Condiviso dei figli con il gratuito patrocinio.

  4. Guida Breve al Licenziamento ed all’Impugnativa con il gratuito patrocinio.

  5. Guida Breve al Recupero dei Crediti di Lavoro con il gratuito patrocinio.

  6. Guida Breve all’Amministratore di Sostegno con il gratuito patrocinio

  7. Guida Breve alla Mediazione Civile con il gratuito patrocinio

  8. Guida Breve alla Riabilitazione Penale con il gratuito patrocinio

  9. Guida Breve alla Esdebitazione Fallimentare con il gratuito patrocinio

  10. Guida Breve al Recupero Crediti dei lavoratori dell’appalto con il gratuito patrocinio

  11. Guida Breve alle Dimissioni per Giusta Causa con il gratuito patrocinio

  12. Guida Breve al Risarcimento ex Legge Pinto con il gratuito patrocinio

  13. Guida Breve al Recupero del Credito con Decreto Ingiuntivo anche con il gratuito patrocinio

  14. Guida Breve per l’accesso alla procedura di ristrutturazione della Crisi da Sovraindebitamento anche con il gratuito patrocinio

  15. Guida Breve allo Sfratto per Morosità anche con il gratuito patrocinio

 

Non aspettare per imparare come darti la migliore tutela: saperne di più vuol dire NON SBAGLIARE! Scarica adesso le guide brevi, sono gratis.
Buona lettura.
ART. 24 COST.

Post Footer automatically generated by Add Post Footer Plugin for wordpress.

La conoscenza è potere: condividi e fai girare.Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on Google+Share on RedditShare on Tumblr

51 thoughts on “RECUPERO CREDITI DA LAVORO: RETRIBUZIONE E TFR

  1. Salve Amedeo,

    lei può ottenere l’ammissione al fondo di garanzia anche con un’esecuzione negativa a seguito di un pignoramento privo di esito. Per l’ammissione al gratuito patrocinio civile deve avere un un reddito inferiore a € 11.528,41 e può autocertificare il suo reddito (l’ISEE non serve a nulla) computando ogni somma percepita a titolo di reddito o integrazione allo stesso: l’agenzia delle entrate spesso computa a tale titolo anche le “prestazioni sociali erogate per conto dei Comuni”.

    Per miglior dettaglio circa l’ammissione al gratuito patrocinio anche veda QUI http://www.avvocatogratis.com/guide-brevi/guida-al-gratuito-patrocinio/ Guida Pratica all’accesso al Gratuito patrocinio” “GUIDA BREVE ALL’ACCESSO AL GRATUITO PATROCINIO”.
    (Lo può scaricare on line in qualunque formato qui: http://www.smashwords.com/books/view/273075)

    Ad ogni buon conto, a titolo esemplificativo, fra i redditi da computare nella determinazione del tetto reddituale per l’ammissione si individuano le seguenti voci (http://www.avvocatogratis.com/2012/12/tabella-dei-redditi-da-computare-per-il-gratuito-patrocinio/) è ovviamente da computare anche il TFR come ogni altra retribuzione.

    Qui invece trova gli avvocati che hanno dato la loro disponibilità al sito e che siamo già riusciti a pubblicare: http://www.avvocatogratis.com/avvocato-gratuito-patrocinio/elenco-avvocati-abilitati-al-gratuito-patrocinio/

    Cordialità.
    Alessio
    Staff
    Associazione ART. 24 COST.
    GUIDA AL GRATUITO PATROCINIO: SCARICALA GRATIS IN E-BOOK
    Patrocinio a spese dello Stato: ecco gratis un PDF di 15 pagine sui segreti per avere l’ammissione al “gratuito patrocinio” e per scoprire una serie di utili
    http://www.avvocatogratis.com

    View Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*