CRISI ECONOMICA E RECUPERO CREDITI DA LAVORO

BUSTE PAGA, TFR, TREDICESIMA …. VE LE PAGANO??

Crisi economica e crediti da lavoro

Crisi economica e recupero dei crediti da lavoro

Tutti parlano della crisi economica e la crisi se ne frega, peggiorando senza fermarsi. Ogni giorno che passa sempre più lavoratori vedono i loro datori sentire l’affanno e ritardare i pagamenti di retribuzioni e tredicesime.

  • Anzi, gli insoluti nelle buste paga risultano in aumento proprio con l’approssimarsi delle festività .

Per chi ha un reddito da lavoro dipendente non si può però scherzare. La capacità  di spesa di una famiglia è infatti limitata e non si riesce ad attendere mesi prima di incassare i propri soldi come, del resto, non si hanno le risorse per avvalersi di avvocati, magari molto bravi ma costosi, per recuperare subito il frutto del proprio lavoro.

Come fare?

Per questo motivo resta importante ricordare che il reddito imponibile limite per essere ammessi al gratuito patrocinio è stato modificato lo scorso gennaio 2018 così arrivando alla soglia di euro 11.493,82. Bisogna però ricordare che, quando si convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti da ogni componente della famiglia, compreso l’istante.

Quindi, tutti coloro che hanno un reddito familiare inferiore a euro 10.528,41, possono avvalersi dell’istituto del patrocinio a spese dello stato anche per il recupero di quanto spetta per il lavoro prestato; ciò consente a ogni dipendente che ne ha i requisiti di scegliersi un avvocato gratis che, senza spese, proponga per suo conto un decreto ingiuntivo contro il datore di lavoro che non paga.




Tuttavia, molto spesso questo non basta: la crisi economica porta le aziende vicine al collasso, o persino oltre, ed è perciò necessario adottare terapie d’urto per affrontare situzioni estreme.

L’avvocato gratis ottenuto con il gratuito patrocinio deve essere pronto anche a fronteggiare un’inerzia del datore anche dopo l’ingiunzione del Giudice: in questo caso si deve avere la giusta determinazione per far presentare al proprio legale anche l’eventuale istanza di fallimento nei confronti del datore di lavoro (ancora attuale o già  ex).

Quando si arriva a quel punto, anche i debitori datoriali più irriducibili mollano la presa e pagano tutto (interessi e rivalutazione compresi).

Cone che tempi?

  • Il percorso ora descritto non occupa più di 90/120 giorni.

Si deve pure ricordare che, talvolta, la crisi ha portato molte imprese alla decozione ed al decreto ingiuntivo del dipendente può seguire la dichiarazione di fallimento dell’ex datore di lavoro: tuttavia, questo non è necessariamente un danno. Presso l’INPS esiste infatti un Fondo di Garanzia che copre e paga le ultime 3 mensilità  ed il TFR dei lavoratori delle imprese fallite qualora queste siano state insolventi con il propri dipendenti: il presupposto per il pagamento da parte dell’ente previdenziale è appunto che sia prima stato dichiarato il fallimento.

Proprio avendo necessariamente presente la sequenza dei passaggi sopra descritti, l’avvocato nominato con il gratuito patrocinio deve farsi da subito autorizzare dal proprio Consiglio dell’Ordine, competente per ammettere al beneficio, sia la proposizione del ricorso per decreto ingiuntivo (su cedolino) che l’eventuale e successiva istanza di fallimento.

Come si può ben capire, quello che conta è l’essere tempestivi e non dormire sulle speranze di buona volontà  altrui: aspettare troppo può voler dire che l’azienda è passato dallo stato di crisi al collasso e non c’è più altro da fare che proporre istanza di ammissione al passivo fallimentare per poi andare da qualche patronato a farsi depositare la domanda di erogazione del fondo di garanzia dell’INPS.

Quali requisiti?

Il requisiti reddittuali per l’ammissione al beneficio del gratuito patrocinio hanno purtroppo soglie molto basse (euro 11.493,82 di reddito imponibile) e quindi può sovente capitare che il lavoratore, bisognoso di un avvocato per farsi pagare le retribuzioni insolute, non rientri nella soglia di ammissibilità .

Non si deve però disperare: ci sono altre soluzioni!

Con la riforma Bersani è stata consentita all’avvocatura, e la cosa rileva in particolare per gli avvocati del lavoro, l’applicazione di formule di pagamento diverse dall’applicazione del tariffario: si può così concordare con l’avvocato formule alternative per recuperare il proprio credito, senza dover anticipare alcuna somma e rinviando all’incasso della retribuzione e del TFR il pagamento forfetario della parcella.

Vediamo qui sotto uno schematico riepilogo del percorso per recuperare i propri crediti da lavoro:
Schema per il recupero di crediti da lavoro

Lo svincolo dell’avvocato dal rispetto obbligatorio della tariffa professionale ha permesso di concordare con i clienti forme di pagamento in percentuale e forfetarie che prima mancancavano così limitando l’accesso al diritto di difesa. Oggi si può quindi pattuire il pagamento del legale con l’esito del recupero delle somme ed in ragione del quantum incassato, così evitando che l’esborso possa essere maggiore di quanto ottenuto.

Altro beneficio è l’evitare i rischi dell’incognito: quando si inizia il percorso per recuperare le proprie le proprie mensilità  ed il TFR si sa già  che non si pagherà più di un tot se non ci sarà  stato un tangibile beneficio, bastevole appunto a garantire ben di più di quello che sarà  stato il costo da sostenersi.

Alberto Vigani

è Consulente del Lavoro e Avvocato esperto in Diritto del Lavoro in Venezia, co-fondatore della Camera Arbitrale della Venezia Orientale. E’ anche il presidente della Camera Avvocati di San Donà  di Piave e il redattore di www.amministratoridisostegno.com, dove scrive in materia di ADS e questioni connesse.

4 Comments

  1. Ciao a tutti, vi chiedo aiuto in quanto la ditta per cui lavoravo ha chiuso ma prima di chiudere aveva venduto tutto (a insaputa dei lavoratori)a una persona romena la quale non esiste.
    Io non so piu come fare devo avere ancora 2 mensilità tredicesima ferie permessi e tfr per un totale di oltre 12.000 euro. Ora nessuno puo aiutarmi i sindacati non sanno come fare, gli avvocati mi hanno chiesto 2.000 euro (subito) HELP!!!!!!!!! SE QUALCUNO HA DELLE IDEE VI PREGO DI CONTATTARMI PER MAIL mahdi88@hotmail.it

  2. Per l’ammissione al gratuito patrocinio civile deve avere un un reddito inferiore a € 10.766,33 e può autocertificare il suo reddito (l’ISEE non serve a nulla).

    Per miglior dettaglio circa l’ammissione al gratuito patrocinio anche veda QUI https://www.avvocatogratis.com/guide-brevi/guida-al-gratuito-patrocinio/ Guida Pratica all’accesso al Gratuito patrocinio” “GUIDA BREVE ALL’ACCESSO AL GRATUITO PATROCINIO”.
    (Lo può scaricare on line in qualunque formato qui: http://www.smashwords.com/books/view/273075)

    Qui trova i redditi da computare nella determinazione del tettore reddituale per l’ammissione: https://www.avvocatogratis.com/2012/12/tabella-dei-redditi-da-computare-per-il-gratuito-patrocinio/

    Qui invece trova gli avvocati che hanno dato la loro disponibilità al sito e che siamo già riusciti a pubblicare: https://www.avvocatogratis.com/avvocato-gratuito-patrocinio/elenco-avvocati-abilitati-al-gratuito-patrocinio/

    Cordialità.
    Alessio
    Staff
    Associazione ART. 24 COST.

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